
Questa mattina, venerdì 10 aprile 2026, le strade di Naro si sono riempite di proteste. Alcune centinaia di persone – un numero notevole per un comune di poco più di 6.000 residenti, in forte calo demografico negli ultimi anni – hanno manifestato contro gli aumenti record della TA.RI., la tassa sui rifiuti ritenuta insostenibile da famiglie, commercianti e imprese. 
Il corteo, partito intorno alle ore 10 da piazza Roma (San Calogero), ha sfilato lungo viale Umberto I e corso Vittorio Emanuele fino a piazza Garibaldi, sede del Municipio. In testa al corteo c’erano i commercianti e i titolari di imprese e attività produttive, affiancati da rappresentanti delle associazioni locali (in primo piano l’Associazione Lavoratori Autonomi – ALA) e da tantissimi cittadini comuni. Il grido unanime era: «Vogliamo pagare il giusto!». 
Le tariffe, secondo i manifestanti, hanno raggiunto livelli record: per alcune attività commerciali si parla di fino a 31 euro al metro quadrato, un incremento definito «folle» e «anomale» (con aumenti che in alcuni casi sfiorano il 200-300% rispetto agli anni precedenti). Una situazione che rischia di mettere in ginocchio il tessuto economico locale già provato da difficoltà. Gli organizzatori chiedono maggiore trasparenza sul Piano Economico Finanziario (PEF), un servizio di nettezza urbana più efficiente, il contenimento dei costi e una ridistribuzione più equa della tassa, anche attraverso il contrasto all’evasione e un migliore censimento delle utenze. 
Nei giorni scorsi si era già tenuto un consiglio comunale aperto dedicato proprio alla TARI e all’appalto del servizio di igiene urbana, con la possibilità per i cittadini di intervenire. Tuttavia, la partecipazione di oggi è stata ben più ampia e sentita, tanto da rappresentare una delle manifestazioni popolari più partecipate a Naro degli ultimi decenni. 
La protesta, promossa principalmente dall’ALA e sostenuta da commercianti, artigiani, associazioni e residenti, vuole lanciare un segnale chiaro all’amministrazione: rivedere immediatamente le delibere sulle tariffe per riportarle a livelli sostenibili e garantire una gestione più trasparente della cosa pubblica. I manifestanti non chiedono solo riduzioni, ma anche risposte concrete su dove finiscono i soldi versati e come viene gestito il servizio di raccolta rifiuti.












