Nella suggestiva cornice del Complesso Monumentale dell’Annunziata a Napoli, la serata del 19 luglio si è trasformata in un raffinato viaggio a ritroso nel tempo, regalando al pubblico partenopeo un’esperienza musicale di rara intensità e precisione stilistica. Dopo un’intensa apertura di programma affidata al pianista Pasquale Ferrara, che ha incantato la platea con le sue interpretazioni di Beethoven e Chopin, la scena è passata al trio in stile barocco formato da tre virtuosi musicisti siciliani provenienti dal cuore della Sicilia: Pietro Narese, Alessandro Lattuca e Carmelo Mantione. L’acustica avvolgente e la solennità storica dell’Annunziata hanno offerto la cassa di risonanza ideale per una formazione d’impatto composta da due trombe e pianoforte, che i tre maestri hanno valorizzato con straordinaria sensibilità e rigorosa cura filologica.
Il programma della serata si è distinto per la grande varietà emotiva e timbrica del repertorio proposto: dall’imponenza e dall’intreccio brillante della Sonata di Petronio Franceschini al celebre Concerto per due trombe di Antonio Vivaldi, arricchito anche dalla solenne e luminosa Sonata n. 69 di Johann Christoph Pezel. In questi brani, le due trombe suonate da Narese e Lattuca si sono esibite in virtuosistici dialoghi melodici, costantemente sostenute e bilanciate dalle armonie del pianoforte che ha mantenuto e valorizzato la solida impalcatura musicale dell’insieme. Un momento di grande pathos è stato poi riservato all’omaggio a Napoli firmato da Carmelo Mantione al pianoforte con due iconiche Sonate di Domenico Scarlatti: la prima in Re minore, estremamente vivace e brillante, affiancata dalla celebre Sonata in Si minore (K. 87), una delle pagine più intense, meditative e malinconiche del compositore, capace di incantare la platea per la sua delicata tenerezza.
Il concerto ha rappresentato non soltanto un momento di altissimo valore esecutivo, ma anche un ideale ponte culturale tra l’eccellentissima scuola musicale del territorio siciliano e la grande tradizione storico-artistica napoletana. Gli applausi calorosi e prolungati a fine serata hanno suggellato il successo di un’esibizione capace di fondere maestria, virtuosismo e profonda poesia espressiva.