Dal Rendiconto 2025 emerge il contributo del comparto giochi alle finanze pubbliche: una quota contenuta sul totale delle entrate tributarie, ma significativa per il bilancio dello Stato.

Tra le principali fonti di gettito fiscale per le finanze italiane c’è, un po’ a sorpresa per chi non conosce da vicino il settore, il gioco pubblico. Lo dicono i dati del Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2025, che permettono di quantificare il contributo del gioco pubblico alle casse dello Stato e di osservare il comparto da una prospettiva più ampia rispetto ai soli dati di raccolta e spesa.


Nel 2025, gli accertamenti complessivi riconducibili al gioco pubblico hanno sfiorato i 30 miliardi di euro, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, senza però modificare il ruolo strutturale che il comparto continua a svolgere nelle entrate dello Stato. Analizzando la composizione del gettito emerge come 6,6 miliardi di euro derivino da tasse e imposte sulle attività di gioco, mentre 22,7 miliardi siano riconducibili alle entrate extra-tributarie generate da lotto, lotterie, bingo e scommesse. Sommando le due componenti si ottiene un valore vicino ai 29,4 miliardi che fotografa il contributo complessivo del settore.

Per comprendere la portata di questi numeri è utile inserirli nel quadro generale della finanza pubblica: nel 2025 le entrate tributarie complessive dello Stato hanno raggiunto 651,9 miliardi di euro (+1,2% rispetto alle previsioni). Il peso del comparto giochi è di circa il 4,5%. Non una voce dominante, certo, ma sicuramente una componente fondamentale delle risorse che alimentano le finanze pubbliche. L’analisi diventa ancora più interessante se si osserva la natura delle entrate: una parte consistente del contributo del gioco pubblico rientra infatti nelle entrate extra-tributarie, categoria che nel Rendiconto 2025 ha evidenziato uno degli incrementi più significativi rispetto alle previsioni iniziali.

Anche il disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato per il 2026 conferma il ruolo economico del comparto, aggiornando le entrate finali ad oltre 9,3 miliardi di euro. Tra gli elementi evidenziati dal documento figurano anche i maggiori introiti del settore giochi e scommesse, quantificati in 807 milioni di euro, che hanno contribuito all’aggiornamento positivo delle previsioni insieme ai maggiori dividendi delle società partecipate dallo Stato. Sul versante della spesa, il disegno di legge prevede invece un incremento di 557 milioni di euro destinati agli aggi dei concessionari e al pagamento delle vincite, variazioni che il documento classifica come prive di effetti sull’indebitamento netto.

I numeri parlano chiaro: il gioco pubblico rappresenta oggi una componente stabile delle entrate statali. Pur registrando nel 2025 una lieve flessione rispetto all’anno precedente, il comparto continua a generare risorse, contribuendo in misura significativa all’equilibrio delle finanze pubbliche. Inseriti nel contesto delle oltre 651 miliardi di entrate tributarie, questi numeri permettono di leggere il fenomeno con una prospettiva macroeconomica: il gioco pubblico non costituisce il pilastro del bilancio dello Stato, ma resta una voce di rilievo che contribuisce, insieme ad altre fonti di gettito, al finanziamento della spesa pubblica e alla sostenibilità dei conti nazionali.