La biodegradabilità degli shopping bag dà una mano alla raccolta differenziata. L’ha “sondata” la Stazione Sperimentale Carta e il Consorzio Italiano Compostatori per conto di Comieco.
Sacchetti di carta biodegradabili e compostabili?
Da oggi questa è una verità scientifica. La Stazione Sperimentale Carta e il Consorzio Italiano Compostatori hanno compiuto per conto di Comieco – Consorzio Italiano Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica – una sperimentazione per confermare la biodegradabilità e la compostabilità degli oltre 850 milioni di shopping bags di carta che ogni anno vengono prodotti in Italia.
Il ciclo del riciclo è più efficace
I riscontri alla sperimentazione (eseguita in collaborazione con Assografici – Gruppo ShoppingBags) sono decisamente positivi e aprono adesso nuovi scenari. La verifica sperimentale della biodegradabilità degli shopper (secondo la norma EN 13432-2000) rende il riciclo di carta e cartone ancora più efficace. Fino ad ora, infatti, solo gli imballaggi cellulosici ‘puliti’ hanno avuto cittadinanza nei cassonetti per la raccolta differenziata.
Anche gli imballaggi cartacei sporchi di cibo possono ora essere conferiti nella raccolta differenziata dell’umido in piena sicurezza per la salute dei cittadini e senza rischi per l’ambiente. È però necessario incentivare anche questo tipo di raccolta dell’umido per chiudere il ciclo del riciclo. Alcuni grandi Comuni come Milano stanno avviando la sperimentazione, sull’esempio di piccole comunità. Gli shopper non puliti, inoltre, possono essere utilizzati come ammendante. I test hanno infatti dimostrato che i sacchetti di carta possono diventare un eccellente compost: tutti i pollici verdi hanno a disposizione un ingrediente in più.
“Grazie a queste verifiche – afferma Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comico – la carta si conferma un materiale ecocompatibile a 360 gradi: riciclabile, biodegradabile e compostabile. Nel 2008 abbiamo avviato al riciclo il 70 % degli imballaggi. Grazie a queste nuove opportunità potremo gestire in modo compatibile con l’ambiente anche il fine vita dei sacchetti sporchi”.
(fonte: Comieco)
Cristina Moretti
Fonte: www.salute-ambiente.it


















