I dati ISTAT e la realtà del territorio confermano che Agrigento è una città sempre più povera con fenomeni di gravissimo disagio sociale, con i giovani che rinunciano agli studi universitari per motivi economici, con lo sfruttamento di lavoratori pagati trecento euro al mese, con l’emigrazione forzata, con un processo di regressione sociale da cui possono facilmente nascere gravi problemi di devianza e che il disagio economico investe fasce sempre più ampie di popolazione coinvolgendo anche i ceti medi.
Per questo motivo si potrebbero avviare una serie di iniziative tese a:
– Potenziare l’attività di assistenza dei servizi sociali del Comune di Agrigento scegliendo il metodo della prestazione diretta dei servizi e utilizzando le disponibilità delle associazioni di volontariato e delle parrocchie per monitorare il territorio ed intervenire sui casi più urgenti;
– Avviare la strategia del rilancio delle opportunità di lavoro realizzando un tavolo di concertazione con la Camera di Commercio, il Genio Civile, la Soprintendenza ai beni ambientali, l’ASL di Agrigento e gli uffici tecnici comunali per verificare le modalità e le procedure operative per sbloccare tutte le iniziative economiche cantierabili e tuttavia non operative per meri problemi autorizzativi o burocratici;
– Avviare, subito dopo l’approvazione del bilancio, i servizi civici per consentire ai cittadini con disagio di svolgere piccole attività sociali e ricevere una contribuzione corrispondente;
– Richiedere all’ENEL la possibilità di una rateizzazione delle bollette non pagate per evitare il taglio della corrente elettrica alle famiglie per le quali il Comune può accertare lo stato di indigenza.
– Richiedere un intervento straordinario da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri o del Ministero degli Interni per tamponare le situazioni critiche di alcuni quartieri agrigentini tra i quali l’agglomerato di Villaseta ove la povertà rischia di diventare il detonatore per lo scoppio delle devianze minorili;
– Raccordare il volontariato cattolico, l’associazionismo, le parrocchie e la Caritas con le istituzioni comunali per realizzare una rivoluzione culturale e attivare un sistema virtuoso di interventi assistenziali degno di una comunità che vuole sentirsi civile e moderna.
Gli interventi individuati unitamente alle azioni intraprese dall’Amministrazione comunale sono urgenti ed indifferibili e, pertanto, tutte le forze politiche e gli amministratori devono sentirsi impegnati in uno sforzo straordinario per contrastare una situazione di crisi che, nella città di Agrigento, di giorno in giorno cresce in maniera esponenziale.
Al presidente del Consiglio Comunale si chiede di recuperare l’iniziativa di un Consiglio comunale sui temi della povertà chiedendo la partecipazione degli Organismi di volontariato e del Presidente della CARITAS Don Vito Scilabra che oggi rappresenta l’impegno più generoso ed avanzato nella ricerca del sollievo all’indigenza












