rapinatoreRispondere al crescente senso di insicurezza manifestato dagli operatori del terziario – e i commercianti in particolare, i soggetti più esposti – di fronte al fenomeno rapine:
•    diffondendo la consapevolezza che rispetto al fenomeno delle rapine si può prevenire il rischio e comunque gestire l’evento, qualora si verificasse, in modo da preservare la propria incolumità e quella delle altre persone presenti;
•    attivando contatti diretti fra le Forze dell’ordine e le strutture di Confcommercio per una collaborazione sistematica e concreta.


IL MESSAGGIO

“Non reagire, agisci” ha una doppia valenza:
•    “non reagire”  è il comportamento da seguire in caso di rapina per evitare conseguenze tragiche
•    “agisci” significa mettere in atto alcuni comportamenti che possono limitare i rischi e contemporaneamente favorire il lavoro delle forze dell’ordine e degli inquirenti.

LO SCHEMA
Il vademecum antirapina si configura come un manuale di agevole consultazione, divulgativo, flessibile ed adattabile ai diversi contesti, siano essi settoriali o territoriali. E’ prevista una prima parte,  informativa e “motivazionale” ed una seconda parte, modulare con schede  personalizzabili più operativa, con largo ricorso alle immagini.

Prima parte

•    Perché un vademecum antirapina
•    Prevenzione e sicurezza: gli strumenti e i comportamenti (allestimento punto vendita, monitoraggio del territorio, gestione del contante, telecamere, videoallarmi antirapina, istituti di vigilanza, assicurazioni, etc.)
•    Autodifesa: la legislazione e i limiti
•    In caso di rapina: non reagire, agisci
•    La collaborazione con le forze dell’ordine e le risposte istituzionali

Seconda parte
•    Scheda di autoanalisi dei fattori rischio rapina (differenziabile per settore)
•    Scheda di comportamento in caso di rapina
•    Scheda per la raccolta di informazioni per le forze dell’ordine
•    Numeri e contatti utili (differenziabile territorialmente)

SINTESI CONTENUTI PRIMA PARTE

PERCHE’ UN VADEMECUM ANTIRAPINA
Nessun allarmismo: le statistiche ci dicono che i reati/le rapine sono in calo ma prevenire il rischio e sapere come comportarsi in caso di rapina è interesse di tutti.

PREVENZIONE E SICUREZZA
Le “attività su strada” (negozi, edicole, distributori carburante, tabaccai, bar, etc.) per la loro stessa posizione sono più esposte di altre al rischio rapine. Tecnologia (telecamere, videoallarmi antirapina,), comportamenti (allestimento punto vendita, gestione del contante, etc.), ricorso a istituti di vigilanza e assicurazioni, costante contatto con le forze dell’ordine  possono però rendere la propria attività più sicura, o comunque meno “appetibile” per i rapinatori, riducendo il rischio di esposizione degli imprenditori.

AUTODIFESA: LA LEGISLAZIONE ED I LIMITI
La legge italiana consente, a determinate condizioni, il possesso di armi per uso personale e regolamenta la legittima difesa. Ma il nostro consiglio è non armarsi, mai. Per due semplici motivi: è probabile che sia il rapinatore ad avere la meglio comunque, non fosse altro che per l’effetto sorpresa, con conseguenze spesso tragiche. Oppure che sia chi si difende ad avere la meglio, magari arrivando ad uccidere il rapinatore: al di la di eventuali conseguenze penali, ne valeva la pena per difendere l’incasso?

IN CASO DI RAPINA: NON REAGIRE, MA AGISCI …
In caso di rapina il consiglio è di non reagire – tentando di difendersi, scappare, nascondere l’incasso, etc.-  ma casomai di agire: assecondando il rapinatore e contemporaneamente adottando tutti quei comportamenti finalizzati da un lato a garantire la propria incolumità e delle altre persone presenti, e dall’altra ad acquisire più elementi possibile che possano poi servire agli inquirenti,  alle forze dell’ordine, alla magistratura, per l’identificazione, l’arresto e la condanna del criminale.

LA COLLABORAZIONE CON LE FORZE DELL’ORDINE E LE RISPOSTE ISTITUZIONALI
Questo Vademecum nasce da una stretta collaborazione fra Confcommercio e Forze dell’ordine perché alla legittima crescente domanda di sicurezza e di tutela dalla criminalità che proviene da parte di chi esercita un’attività nel commercio, nel turismo, nei servizi la risposta non può che arrivare dal confronto fra  chi rappresenta chi ogni giorno “alza la saracinesca” e coloro che istituzionalmente hanno le competenze, l’esperienza “sul campo” e la conoscenza dei fenomeni