benedetto_adragnaA seguito della pubblicazione sulla bacheca on line del sito del Parco archeologico del verbale di gara del 12 maggio 2009 relativo all’avviso pubblico per la concessione dei terreni agricoli demaniali del Parco, il Sen. Benedetto Adragna, interviene nuovamente sull’argomento.

“Ho inviato al Presidente del Parco – dichiara Adragna – una lettera con la quale, ancora una volta sottolineo come sia un errore la procedura sin qui seguita, unitamente all’inesistente pubblicità che ha avvolto primo l’avviso pubblico ed oggi gli esiti della gara.


Anche il verbale di gara – prosegue Adragna -, così come il precedente avviso, denota un’assoluta genericità che non consente di comprendere in che modo la commissione giudicatrice sia pervenuta al suo giudizio.

Non è dato sapere infatti quali siano i criteri utilizzati dalla Commissione per preferire un progetto ad un altro riguardo alle sue qualità, al profilo ed alla storia aziendale del proponente, al grado di autonomia gestionale.

Né si comprende su quali disposizioni normative o regolamentari si fonda la nomina del Direttore del Parco a Presidente della Commissione di gara ed il suo correlativo potere di ulteriore nomina dei componenti della Commissione stessa. Sarebbe infine interessante sapere se sono stati riscontrati casi di incompatibilità che avrebbero causato l’esclusione di alcune ditte e se tale metro di valutazione ha avuto applicazione generale.

Poveri proprietari di zona A: prima obbligati a rispettare i vincoli delle colture e di immodificabilità; poi privati dei terreni che possedevano da secoli o decenni ed infine obbligati ad assistere a questa pantomima.

Sembra quasi – conclude Adragna – che si voglia far di tutto per far tornare Agrigento e la sua Valle all’epopea dei feudi e del latifondo. Dinanzi a tanta pervicacia forse è arrivato il momento di tornare invece all’epopea dei Vespri e delle lotte di liberazione delle terre siciliane dai nuovi latifondisti e feudatari”.
Sen. Benedetto Adragna