ospedale_s__giovanni_di_dioIl Gip del tribunale di Agrigento, Alberto Davico ha disposto il sequestro preventivo dell ’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. A porre i sigilli nella struttura sanitaria, sono stati i militari delle fiamme gialle di Agrigento,  coordinati dal  colonnello Vincenzo Raffo.  Ad avanzare la richiesta di sequestro è stato il procuratore della Repubblica, Renato Di Natale.

A seguito di approfondite  e complesse indagini, sarebbero emerse gravissime carenze strutturali dell’intero complesso ospedaliero, tali da compromettere la stabilità dell’ edificio.  Al fine di salvaguardare la pubblica incolumità,  la procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto l’immediata adozione  del provvedimento  cautelare.


Il Gip,  dopo aver consultato le perizie tecniche eseguite dagli esperti nominati dalla Procura della Repubblica, ha firmato il povvedimento che  adesso porterà allo sgombero dell’intera strutura ospedaliera.

L’immobile sequestrato  è stato affidato al legale rappresentante dell’azienda ospedaliera che è stato nominato custode, allo stesso sono stati concessi 30 giorni di tempo per l’adozione di provvedimenti a tutela dell’incolumità del personale sanitario ed amministrativo e dei degenti, ivi compreso lo sgombero dell’intera struttura.

Questi i nomi degli indagati:

Antonio Raia (direttore lavori),   Gaetano D’Antoni (manager),  Salvatore Pirrone, Francesco Iovino, Giancarlo Manenti (manager), Daniela Faraoni (dirigente Azienda ospedaliera), Gerlando Sciumè (dirigente Azienda ospedaliera), Orazio Aleo, Giuseppe Talamona, Giuseppe Fiore, Giuseppina Cannata, Ferruccio Ferrara, Massimo Rinaldi, Michele Bartolozzi, Filippo Pollicino, Francesco Paolo Busalacchi, Adolfo Disegni, Fulvio Bellomo, Francesco Micciché, Salvatore Bruccoleri, Antonino Guaia e Marco Campione.