Noti e premiati paladini del Sud, ministri e non, dopo aver assistito impassibili all’assegnazione dei FAS alle “povere” regioni del Nord, dopo avere esternato per quelli del Sud sul loro presunto, illegittimo impiego a fini di spesa corrente (pagamento di stipendi, acquisto generi di prima necessità, carburanti, autovetture e quant’altro), imperterriti e indomiti, appreso che il PAR-FAS siciliano potrebbe essere licenziato dal CIPE di domani, gridano allo scandalo e pretendono l’approvazione di tutti i PAR-FAS subito, ora e sempre.
E’ dell’ultima ora la proposta che i fondi, di competenza delle Regioni, alla faccia del federalismo, vengano gestiti da una cabina di regia centrale e centralistica.
Che spettacolo!!
La Sicilia non ha chiesto trattamenti di favore, né corsie preferenziali. Il suo Por ha avuto l’apprezzamento del pre-CIPE il 5 marzo scorso e da cinque mesi attende.
Ha registrato sin dal 4 maggio la solenne dichiarazione di adeguatezza del Piano da parte del Ministro delle Attività Produttive ai cui uffici è delegata l’istruttoria e la verifica dei presupposti.
Ha assistito a minacce di dimissioni ministeriali se mai il CIPE avesse deliberato.
Ha modificato il Piano potenziando investimenti per infrastrutture e competitività, pur senza eliminare i “famigerati” capitoli della spesa corrente, semplicemente perché non c’erano.
Continua a sostenere che anche quelli delle altre regioni del Sud vanno approvati senza frapporre indugio e respinge ai mittenti le grida dei falsi difensori del Sud, avvezzi al saccheggio della buona fede, del consenso e della fiducia dei quali l’uso che è stato fatto e con quali risultati è sotto gli occhi di tutti.

















