Ne susu cu li viertuli, né iusu cu li visazzi.
C’era una volta un padre, un figlio ed un asino, lascio a voi immaginare chi può essere l’asino o gli asini di Racalmuto.
Vedendoli passare a la chiazza, per diversi giorni, alcuni curiosi sfaccendati, gli stessi di sempre, in ogni paese, commentarono che un giorno, il povero asino si stava scunucchiannu perché era costretto a portare in groppa padre e figlio.
Un altro giorno , allorché videro soltanto il figlio in groppa all’asino, bofonchiarono: ‘il ragazzo non ha rispetto per suo padre, lu lassà a la ppedi.
Il giorno successivo, videro passare sempre quell’asino, stavolta con i groppa il padre ed esclamarono: ‘povero ragazzo, che padre degenerato che si ritrova’!
Ultima scena, padre e figlio a piedi ed asino col groppone libero.
Quale puntuale osservazione poteva essere sollevata dai nostri simpatici sfaccendati?
Ma come, pur avendo un asino vivo e vegeto ed in forze, a disposizione, padre e figlio cammino tutte e due a piedi!
Morale della favola, non si festeggia l’estate o si festeggia la fine dell’estate e comunque si fa festa tutto l’anno a Racalmuto e non va bene.
Non ci sono feste e non va bene.
Si propone una stagione teatrale di altissimo livello, come quella dello scorso anno e non va bene.
Tutta la stampa nazionale parla di Racalmuto e si dice che è solo qualche giornalista.
Prima ancora di lanciare un cartellone, registriamo, io ed il direttore artistico Fabrizio Catalano, il tutto esaurito!
E non va bene!
Sono onorato di avere scelto Concetta Rizzo, quale organizzatrice di una conferenza stampa ed apriti cielo!
Con soverchia malignità chissà che cosa si vuol far intendere!
Per fortuna che il digitale ha una memoria lunga!
Quante cose scopriremo scandagliando i siti internet.
Chi mi dà del folle, chi mi lancia accuse più gravi, se è possibile, chi tende a ridicolizzare me ed il Comune che rappresento.
Chi offende tutti i consiglieri comunali, chi pur essendo plurinquisito per truffa, falso ed abuso, tenta di ribaltare le verità documentali, pur essendo reo confesso e sicuramente per sua stessa ammissione di colpa, verrà condannato.
Eppure sino ad oggi ho preferito prenderla alla leggera.
Ma credo che il rispetto della dignità umana e del ruolo istituzionale che ricopro, mi impone di tutelare non tanto la mia persona, ma chi mi sta vicino, chi ricopre assieme a me cariche pubbliche, i funzionari del Comune, l’Ente cioè di cui sono il legale rappresentante.
Pertanto, messi da parte gli scherzi, mi è sembrato opportuno dare mandato ad un legale ed alla polizia postale, per verificare tutti i contenuti, anche quelli già cancellati, infamanti, denigratori e calunniosi nei confronti dell’Ente che rappresento, al fine di difendere gli interessi del Comune in tutte le sedi.
Salvatore Petrotto
Sindaco di Racalmuto


















