cgil_dallatuaparte1Dalla Protezione civile nazionale sono arrivate, giorni fa, a mezzo stampa, notizie, secondo le quali l’ospedale non corre rischi di cedimenti strutturali, malgrado restino confermate le truffe per l’uso di cemento impoverito e di un surplus di sabbia.
Il Procuratore della Repubblica,. intervistato dopo, non ha cancellato le preoccupazioni che diedero origine al sequestro ed alla decisione di evacuare il san Giovanni di Dio.
Intanto, sono stati nominati i vertici della sanità provinciale e da essi, oggi, i cittadini si aspettano la pianificazione dei processi di razionalizzazione e di riorganizzazione dei servizi per dare tono e qualità all’offerta sanitaria che lascia molto a desiderare e che in alcuni casi è talmente carente da indurre,ancora,aiviaggidellasperanza.
Il deficit di personale sanitario, di mezzi e di tecnologie sono concausa della crisi strutturale del sistema sanitario provinciale.
Il Direttore generale, appena insediato, sembra essere partito col piede giusto: ha detto sommariamente che è intenzionato a percorrere il suo cammino gestionale attraverso il confronto e la contrattazione con le forze sociali per affrontare le problematiche aperte.
Lo ha affermato nel corso del primo incontro, di pochi giorni fa, coi sindacati di categoria CGIL, CISL, UIL ed Autonomi.
I problemi sono tanti.
Primo:sapere da fonte ufficiale e formale quale è, infine, lo stato di salute, l’agibilità ed il livello di sicurezza dell’ospedale.
Secondo:se ci sono opere di consolidamento o altro da fare, quali sono, con quali risorse nazionali e/o regionali andranno assicurati ed in quali tempi.
Terzo: come si traduce in provincia di Agrigento il tanto discusso Piano sanitario dell’Assessore regionale Russo, dovendosi assicurare ai cittadini la tutela del percorso e dei bisogni assistenziali, tra ambulatori ed ospedali territoriali.
Il San Giovanni di Dio è un ammalato speciale per le tante patologie certificate dai primari, dal medici, dai paramedici, dagli azionisti, cioè dai cittadini che pagano le tasse, dal sindacati, dal Tribunale del malato.
Ma è tutto il sistema sanitario provinciale che merita di essere messo sotto “osservazione” e curato, viste le cronache riguardanti Licata, Canicattì, Ribera, Sciacca, Bivona,ecc.
Il sindacato dei pensionati della CGIL ha indicato, nel mese di luglio, una priorità nel Pronto Soccorso di Agrigento ed ha incontrato e trovato Zambuto pronto ad assumere un primario ruolo attivo, come Sindaco del capoluogo dove risiede la più grande struttura ospedaliera della provincia, con un bacino di utenza pari a metà della popolazione provincialmente censita.
Si doveva attivare un tavolo con l’Assessore Russo, ma tutto è saltato in seguito alle decisioni della Magistratura di chiudere l’ospedale.
Tante iniziative hanno enucleato la preoccupazione e l’attenzione attiva della comunità, mentre le Confederazioni hanno dato luogo alla manifestazione del 5 agosto che ha registrato la presenza di tanti Sindaci in corteo ed impegnati anche attraverso l’intervento al comizio sindacale di Zambuto.
Movimenti, Associazioni, pensionati, lavoratori, studenti, commercianti, uomini e donne della politica, nuclei familiari, tanti cittadini sono arrivati in piazza Municipio.
C’era, anche, don Franco Montenegro, l’Arcivescovo.