Le sconcertanti dichiarazioni del presidente Gioacchino Sferrazza, che ha voluto attribuire alla società dell’Akragas calcio nella sua interezza la decisione di dedicare la vittoria in campionato di domenica scorsa al presunto boss di palma di Montechiaro Nicola Ribisi, lasciano ancora più attoniti in virtù del colpevole silenzio da parte degli altri dirigenti e degli atleti.
È infatti culturalmente e moralmente inaccettabile che i componenti di una società sportiva, cui soprattutto i più giovani dovrebbero poter guardare come valido strumento per l’affermazione dei più alti valori e principi della convivenza civile, a distanza di quasi 48 ore dalle farneticanti affermazioni di Sferrazza non abbiano sentito il bisogno, prima ancora che il dovere, di prendere le distanze da un fatto che mortifica la città intera e che offende la memoria di coloro che in terra di Sicilia hanno perso la vita per combattere la mafia. DOBBIAMO ALLORA REALMENTE PENSARE CHE LO SFERRAZZA-PENSIERO SIA CONDIVISO ED APPREZZATO DA TUTTI, DIRIGENTI E CALCIATORI? SE COSÌ FOSSE LA SOCIETÀ AKRAGAS CALCIO MERITA LA RADIAZIONE IMMEDIATA AL PARI DEL SUO IRRESPONSABILE PRESIDENTE!
PROPRIO IN RAGIONE DI CIÒ, A NOME DEGLI AGRIGENTINI ONESTI, SENTIAMO DI DOVER RINGRAZIARE IL QUESTORE GIROLAMO DI FAZIO PER AVER PRONTAMENTE REVOCATO AL PRESIDENTE DELL’AKRAGAS CALCIO LA LICENZA ALL’UTILIZZO DELLO STADIO ESSENETO ED AUSPICHIAMO CHE, CON ALTRETTANTA PRONTEZZA E FERMEZZA, AGISCANO LE ALTRE ISTITUZIONI, SPORTIVE E NON, CONSAPEVOLI DEL GRAVISSIMO DANNO SOCIALE E CULTURALE, E NON SOLO DI MERA IMMAGINE, CHE QUESTA VERGOGNOSA VICENDA PRODUCE PER AGRIGENTO E PER LA SICILIA.
Ci aspettiamo altresì una netta presa di distanze nei confronti del signor Sferrazza da parte della classe imprenditoriale agrigentina, da tempo impegnata sul terreno dell’affermazione della legalità e dell’affrancamento da qualsivoglia condizionamento da parte di Cosa Nostra, affinché posizioni ed atteggiamenti come quelli assunti dal presidente dell’Akragas rimangano del tutto isolati e non vengano a pregiudicare in alcun modo il processo di epurazione dai contesti produttivi di soggetti in vario modo collusi, conniventi o comunque accomodanti con la criminalità organizzata.
AGRIGENTO, 29.09.09
Mimmo Fontana (Presidente regionale Legambiente)
Claudia Casa (Coordinamento Circolo Rabat)













