Ogni domenica centinaia di giovani si recano in chiesa spinti da un forte desiderio di spiritualità e convinti veramente dell’esistenza di Dio.
Per chi invece attua un cristianesimo di comodo, sarebbe consigliato di pregare fuori dai luoghi sacri per cercare delle risposte interiori che magari possano avvicinare davvero a Dio .
In quest’epoca di incertezze, in cui si rimane spesso sulla superficie delle cose per evitare di porsi le vere domande, apparentemente non ci sono più le risposte definitive, né in politica, né nella scienza e nemmeno in religione.
Non si fa più riferimento al concetto di bene e di male, di falso e di vero, il trionfo del “me” sembra un’amara vittoria.
Quale libertà, autenticità, profondità, in una parola quale felicità in tutto questo?
Lo abbiamo chiesto all’Arciprete di Canicattì Don Pietro Li Calzi che ci ha rilasciato una lunga intervista.
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