Ancora uno schiaffo alla politica di Racalmuto da parte della Chiesa locale. In un pubblico volantino infatti c’è il richiamo a chi «gestisce» la cosa pubblica.
Il Consiglio Pastorale cittadino, riunito in assemblea, con in testa l’arciprete Don Diego Martorana, ha preso «atto della grave situazione amministrativa creatasi nel paese», privo, di fatto, di una Giunta che espleti i compiti di governo di città ma anche «delle tensioni, contrasti, accuse, divisioni che si propongono come modelli negativi, disorientativi e diseducativi». «Non possiamo più attendere» titola la lettera – aperta che si aggiunge alle altre scritte dalla «voce» della Comunità ecclesiale di Racalmuto. Una lettera che richiama «al rispetto del cittadino che ha diritto di essere amministrato con correttezza, competenza ed efficienza; al rispetto delle istituzioni, al senso morale e civile, all’impegno per il bene della città».
Un dibattito acceso, dunque. Una crisi amministrativa che continua dall’estate e per questo la politica è stata invitata dall’arciprete Martorana – legato alle cose del paese, impegnato per i fatti di Racalmuto, come lo era il suo predecessore, l’arciprete Don Alfonso Puma – «ad onorare il mandato ricevuto dai cittadini, riportando il dibattito nelle sedi opportune, alla risoluzione immediata della crisi, costituendo una Giunta formata da persone in grado di spendersi per la collettività; a formulare ed attuare un programma condiviso che dia risposte concrete alla precaria situazione sociale ed economica di Racalmuto».


















