dibenedetto-arnoneGent.mo Onorevole, sto per completare la seconda edizione del mio libro “Chi ha tradito Pio La Torre? Relazione per Pierluigi Bersani e Rosy Bindi– sulla questione morale nel PD in Sicilia…”. Poiché tu sei uno dei protagonisti (forse sarebbe meglio dire comprimari) e da tempo hai annunciato di voler chiarire agli organi di informazione la vicenda del contributo di 50.000 assegnato da parte dell’ARS al “Centro donna Antigone” presieduto da Tua moglie, Ti invito ad inviare alla mia mail o agli organi di informazione questi chiarimenti in modo che io, rispettando il contraddittorio, possa pubblicarli. Sino ad ora sembra emergere che il Centro Donna Antigone della moglie del deputato Di Benedetto abbia ottenuto un grande trattamento di favore nell’ambito della scandalosa lottizzazione degli 80 milioni di euro di contributi, prima assegnati dall’ARS e prontamente bloccati dal Commissario dello Stato. Ti chiedo ancora di chiarire un’altra vicenda, pure dal disgustoso sapore familistico, quella del quadro del (poco) noto tuo cognato, un pittore campano, acquistato dalla Provincia Regionale di Agrigento, per svariati milioni di lire, quando tu eri uno dei leader dell’opposizione in Consiglio Provinciale. Ed ancora, nel mio libro ricostruisco il comizio che hai tenuto a Campobello di Licata, assieme al cognato dell’on. Calogero Gueli, poche ore dopo l’arresto per mafia del Gueli, del figlio e del genero. Comizio solo nominalmente dedicato alla campagna elettorale per il referendum sul federalismo, in realtà caratterizzato unicamente da una sequela di insulti, minacce e ingiurie contro la mia persona e quanti altri avevano denunziato, in solitudine, i sistemi della famiglia Gueli e la gravissima situazione di Campobello di Licata. Sarebbe importante sapere, ad esempio, se in quella campagna elettorale tu hai tenuto altri comizi aventi ad oggetto il referendum sul federalismo o se, per una eccezionale coincidenza, Tu e l’intero gruppo dirigente DS in quella campagna elettorale avete tenuto soltanto quel comizio, ove il federalismo era solo una scusa e gli squallidi attacchi la triste realtà. Per fornire tutti i puntuali e specifici chiarimenti sulle questioni che adesso Ti ho enumerato, Ti metto a disposizione tutto lo spazio che tu ritieni necessario, come del resto ho già fatto nella prima edizione del libro, consentendo a Totò Lauricella di inserire integralmente tutte le sue note di attacco nei miei confronti.

Cordialità. Agrigento, 26 novembre 2009


Il consigliere Comunale del PD Giuseppe Arnone