Caro Benedetto,
ho ascoltato con molto interesse la analisi politica sui fatti siciliani e agrigentini che hai proposto anche in una tua recente intervista televisiva.
Ritengo assai utile esprimere con questa mia pubblica nota piena condivisione e apprezzamento per le principali posizioni che hai assunto. Condivido totalmente le valutazioni da te espresse in ordine al dovere politico del Partito Democratico agrigentino di assumersi in prima persona, coerentemente con il risultato elettorale del maggio 2007, responsabilità di governo nell’amministrazione comunale.
Con molta correttezza, hai anche argomentato all’opinione pubblica l’esistenza, già ora, delle piene condizioni che consentono il superamento e rafforzamento dell’attuale Giunta, composta certamente da persone perbene e impegnate, ma visibilmente inadeguata rispetto alle emergenze della città di Agrigento.
In questo quadro regionale, ove sta maturando l’esperienza politica del governo Lombardo – sostenuto dal nostro Partito per la realizzazione di importanti riforme – un’amministrazione comunale che veda l’impegno dell’area democratica ed anche l’apporto di significative aree politiche, come quella del vice presidente della Regione, Michele Cimino, che appunto assieme a noi possono attivare su Agrigento assai rilevanti attenzioni del Governo e del Parlamento regionali. Penso ad esempio alla risoluzione in chiave regionale dei problemi della Valle dei Templi, di una legge sul centro storico come quella di Ragusa Ibla, del finanziamento – attraverso CIPE e Regione – del rifacimento della rete idrica. Questo solo per citare alcuni esempi di attiva collaborazione.
E ritengo anche che il sindaco Zambuto non mancherà di utilizzare nel modo migliore la spinta politica che proviene dalla Tua presa di posizione, che so essere pienamente condivisa dal segretario regionale Lupo e, per quanto mi riguarda, essendomi confrontato su questi temi, anche dal capogruppo all’ARS, Antonello Cracolici: gli elettori agrigentini che hanno voluto mandare al governo della città il nostro progetto politico – elettorale con il voto del maggio 2007, ci richiedono coraggio e senso di responsabilità, il coraggio innanzitutto di essere coerenti con gli impegni di governo vittoriosamente assunti.
In conclusione, mi pare doveroso ringraziarti anche per le belle e quasi commoventi parole che hai espresso in relazione alla mia persona e alla vicenda che – per la grettezza di alcuni – rischia di danneggiare il Partito. Mi riferisco, ovviamente, all’affaire della mia tessera e alla Tua netta e tranciante dichiarazione: “Arnone è stato dentro le regole del Partito e non vi è alcuna ragione per privarlo della tessera”. La vicenda, com’è noto, è solo e soltanto squallidamente politica, tant’è che, ad insistere affinchè la Commissione di Garanzia non mi restituisca la tessera, sono andati a Roma Messana e Capodicasa in persona, a proporre argomentazioni non proprio giuridiche.
Agrigento, 29 gennaio 2010
Giuseppe Arnone

















