peppe_gatiQuello che ricorre il 31 gennaio è una delle commemorazioni più tristi” è quanto dichiara in una nota l’eurodeputata (IdV) e Presidente dell’Associazione nazionale vittime della mafia, Sonia Alfano e prosegue “ricordare un caro amico come Giuseppe Gatì il giorno della sua morte è per me rinnovare lo strazio di quel giorno in cui è morto un amico, una persona pulita con tanti sani principi. Dovrebbero essere tanti i ragazzi come Giuseppe” continua Sonia “coraggiosi, onesti pronti a sostenere le loro idee senza alcun tipo di timore. Giuseppe voleva difendere la sua terra, non voleva abbandonarla, era rimasto a Campobello di Licata, un paesino nella provincia di Agrigento che offre poco e dal quale è facile scappare, ma lui era rimasto perché voleva cambiare le cose. Voleva impegnarsi per sostenere la legalità e combattere il malaffare, la mafia e la polita corrotta. Un imprevisto incidente sul lavoro lo ha portato via, a noi suoi amici, resta il suo ricordo ed il suo esempio. Alla sua famiglia tutto il mio affetto.”Ognuno di noi ha nella vita i suoi ideali: Giuseppe era semplice ma “incazzato”, la sua voglia di fare era indipendente dalle logiche politiche, semplicemente era legatissimo alla sua terra, tanto che il nome del suo blog era “Questa è la mia terra e io la difendo, e tu?”.

Frase che, ormai, è diventata uno slogan tra i giovani. Viene ripresa e circola in rete tra quelli che ricordano Giuseppe come un esempio al quale ispirarsi.

Sonia nel suo Blog scrive “Di lui mi piaceva il suo non lasciarsi fermare dai chilometri o da una macchina troppo vecchia per girare la Sicilia; lo incontravo in giro per la nostra regione, vedevo spuntare tra la folla il suo berretto e ogni volta era una piacevole sorpresa.

Non dimenticherò mai la sua telefonata dopo la contestazione a Vittorio Sgarbi. Era spaventato ed agitato. Io cercai in tutti i modi di calmarlo, restammo tutta la notte a parlare perchè attendevo che mi inviasse il video della contestazione. Mi raccontò che era stato rinchiuso in una stanza per ore, intimidito e strattonato da uomini della Polizia Municipale e sedicenti poliziotti in borghese. Le principali paure erano quelle di aver messo nei guai il padre e di ricevere una notifica di querela e io gli assicurai che, se così fosse stato, gli avrei messo a disposizione un avvocato. Per aiutarlo a superare la paura chiamai anche Beppe Grillo e lo invitai ad occuparsi della vicenda. Beppe pubblicò il video sul suo blog e l’Italia conobbe Giuseppe Gatì.

Voglio ricordare Giuseppe con una sua frase; Questa è la mia terra ed io la difendo e tu?

Sonia Alfano