Ha tentato di accoltellare il professore di tecnologia durante le lezioni, ma è stato bloccato prima di riuscire a ferirlo. Protagonista dell’episodio uno studente di 11 anni di una scuola media di San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani.

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni e avrebbe cercato di aggredire il docente davanti ai compagni di classe. L’undicenne avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, poi avrebbe ripreso la scena con il cellulare e trasmesso una diretta video all’interno di un gruppo Telegram.


Dalle indagini emergono dettagli ritenuti particolarmente inquietanti dagli investigatori. Sul caso indagano i carabinieri della stazione di San Vito Lo Capo e della compagnia di Alcamo. Gli accertamenti sono coordinati dalla Procura per i minorenni di Palermo, che sta ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti e verificando anche l’eventuale premeditazione del gesto. L’episodio ha provocato forte choc nella comunità scolastica e nel territorio di San Vito Lo Capo.

Cisl “La scuola non va lasciata sola

“E’ un episodio davvero grave che mostra quanto ormai sia dilagante nelle nostre scuole il disagio giovanile acuto e un’emergenza educativa, che non possono essere scaricate interamente sul personale scolastico”. Lo affermano la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale Cisl Scuola Palermo Trapani Vito Cassata commentando l’episodio all’Istituto Comprensivo “G. Lombardo Radice – E. Fermi di San Vito Lo Capo, dove un alunno di prima media ha ferito un insegnante di tecnologia con un piccolo coltello durante le lezioni, riprendendo parzialmente la scena con il cellulare. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine per chiarire la dinamica dell’accaduto. “Esprimiamo la massima solidarietà al collega e alla comunità scolastica, scossi da un gesto grave e ingiustificabile. La scuola non va lasciata sola. Chiediamo a istituzioni e famiglie un’alleanza concreta e immediata per prevenire la violenza e restituire sicurezza e dignità al lavoro dei docenti”. “Ribadiamo l’urgenza di interventi strutturali e presidi di supporto alle fragilità dei ragazzi per garantire che le aule tornino a essere un luogo sicuro di crescita e rispetto” concludono Cassata e Badami.