Negli anni passati ci si preoccupava della “Crisi del mattone” perchè le vendite degli immobili erano crollate, oggi invece a crollare sono proprio quelle case che per tanto, troppo tempo sono rimaste lì, a perenne ricordo di periodi storici in cui si costruiva senza fondamenta o appoggiandosi una all’altra quasi a rinforzare la propria struttura con “l’unione fa la forza”.
I centri storici delle cittadine siciliane cominciano a essere centri preistorici, si pensa a costruire mega costruzioni alveare lontano dal centro e si abbandona al loro destino, senza mai operazioni di restauro o consolidamento, quegli immobili che tra le loro mura hanno raccolto la storia dei nostri antenati. Succede poi che un inverno maligno con pioggia battente e esageratamente abbondante, quasi come un diluente sulle mura di queste vetuste abitazioni, provochi il loro cedimento e ci rievoca che quel cuore pulsante ha bisogno di check-up urgenti.
La nostra cittadina ha un centro storico che ci invidiano in tanti, luogo di nascita di nobili e personaggi illustri che hanno riempito i libri di storia e di cultura.
Ogni amministrazione che si è avvicendata ha prodotto dei ritocchi ora a quello, ora all’altro palazzo nobiliare, o piazzetta, o monumento, ma non bastevole, oggi che in gioco ci sono vite umane.
Oggi si rincorrono soluzioni di forte impatto per evitare il peggio, ma per far questo bisogna ritoccare bilanci di previsione, bisogna attingere a fondi che non ci sono, bisogna pianificare soluzioni di forte efficacia.
Il presidente dei geologi di Sicilia, Gian Vito Graziano, rilancia sull’importanza di uno strumento validissimo, per monitorare lo stato di salute delle costruzioni che è il libretto del fabbricato.
Già attuato dalla regione Lazio con ottimi risultati permette il monitoraggio dello stato di salute dell’immobile periodicamente ogni 5/10 anni, proprio come si fa con le autovetture, responsabilizzando i proprietari degli immobili per la regolare manutenzione degli stessi e non far rincorrere le amministrazioni pubbliche a porre rimedio in momenti in cui non potrebbero farlo.
Graziano ha anche ricordato il lavoro già svolto e in particolare gli emendamenti proposti nel nuovo Piano casa in Commissione all’Ars. “Abbiamo proposto in quella sede degli emendamenti nei quali abbiamo posto l’accento proprio sul rischio idrogeologico e sull’importanza del monitoraggio degli edifici – ha detto -. Ad oggi sappiamo che c’é grande attenzione sul rischio idrogeologico, ma non sappiamo nulla sul libretto del fabbricato. Uno strumento, quest’ultimo, che consente la verifica ogni 5, o al massimo ogni 10 anni, tutto quanto attiene alla stabilità della costruzione, a partire proprio dalle condizioni del terreno di fondazione della stessa struttura. Il libretto del fabbricato tende dunque a mitigare il rischio di crolli”.
Bisogna pianificare un’azione di reale volontà non al consolidamento del centro storico , bensì alla rivalutazione del centro storico, molto si sta facendo con piani di intervento proprio in quella zona della ns. cittadina (vedi ristrutturazione della Badia) e anche grazie a privati che consci della bellezza intrinse