Quasi cinque mesi fa svelò il volto vizioso di una città in cui venivano sfruttate sessualmente ragazze sudamericane nei quartieri satellite di Agrigento. Oggi, l’inchiesta antiprostituzione denominata “Pretty Woman”, dal nome del film con Richard Gere e Julia Roberts, tocca una sua fase nodale. Alle persone implicate nel blitz dei carabinieri, che si avviano ad essere rinviate a giudizio, è stata notificata la chiusura delle indagini. La storia tracciata dagli inquirenti ha una trama molto diversa dalla pellicola americana.A capo dell’organizzazione incriminata c’è una metresse di Panama Vielka Cecilia Rodriguez, che gestiva gli appuntamenti hard in appartamenti di Fontanelle e Contrada Consolida. Le ragazze sudamericane, venivano costrette a prostituirsi, dopo essere arrivate in Italia con regolari permessi di soggiorno, e rimanevano nel nostro Stato circa due mesi, per poi fare turn over. L’indagine, tra Agrigento, Napoli e Modica, è durata 4 mesi e nasce dalle segnalazioni fatte dal vicinato che non riusciva più a tollerare il via vai rumoroso dei clienti delle squillo.
Cinque in tutto, le persone iscritte nel registro delle notizie di reato, a vario titolo per induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Tre le persone arrestate, una delle quali è stata posta ai domiciliari, e due i divieti di dimora emessi. Adesso gli indagati e i rispettivi avvocati difensori, dopo aver ricevuto l’avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del pubblico ministero, hanno facoltà di prenderne visione ed estrarne copia.
Entro venti giorni inoltre, si potranno presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, chiedere di essere sottoposti ad interrogatorio o rilasciare dichiarazioni spontanee.












