dopatoFarebbe parte di un’organizzazione, con altre 15 persone, che in cinque regioni d’Italia commercializzava medicinali ad azione dopante in palestre, farmacie e abitazioni private. Un canicattinese di 25 anni, D.M., da stamattina si trova agli arresti domiciliari su ordinanza del Gip Marco La Ganga del Tribunale penale di Trento, eseguita dai carabinieri di Canicattì in collaborazione con il nucleo antisofisticazione. Secondo l’accusa, che si basa su intercettazioni, le sostanze dopanti arrivavano in Italia dalla Thailandia, dalla Moldavia, dalla Cina, dal Paraguay e dall’Argentina.