I resti umani recuperati a Latifiya, in Iraq, e arrivati in Italia due settimane fa sono quelli di Enzo Baldoni, giornalista freelance ucciso a 46 anni da un gruppo di estremisti islamici legato ad al-Qaeda il 26 agosto del 2004 dopo due giorni di prigionia. La conferma è arrivata dal Ris dei Carabinieri, grazie alla comparazione del profilo genotipico estratto dai resti. A Licata, città natale della moglie Giusi, e dove Enzo trascorreva le sue vacanze estive la scorsa estate è stata inaugurata una piazza intitolata al giornalista, ottenendo dal Ministero degli Interni una speciale autorizzazione. “Oggi la famiglia Baldoni potrà avere una tomba su cui pregare – ha commentato il licatese Francesco Pira – a noi resta la convinzione che il suo sacrificio non è stato inutile”. Grande commozione è quella che hanno provato proprio i familiari del free lance. Giusy Bonsignore, moglie di Enzo Baldoni, ha detto: «Sapevamo che ad ucciderlo erano stati quelli dell’Esercito islamico in Iraq e siamo contenti che siano stati individuati anche gli esecutori materiali».












