tribunale21Il Gup del Tribunale di Palermo Agostino Gristina, che ieri ha condannato a 6 anni e mezzo per concorso in associazione mafiosa e corruzione il faccendiere romano Rodolfo Grancini, contestualmente al verdetto, ha emesso un’ordinanza di trasmissione di atti alla Procura perchè indaghi su una vice procuratore onorario di Agrigento.  Dal processo è emerso che la donna ha cercato di far raccomandare il marito, un alto ufficiale dell’Arma, da un personaggio vicino a Grancini, Calogero Licata, il canicattinese coinvolto nella medesima inchiesta aperta a carico del faccendiere e ora sotto processo davanti al tribunale. In un’intercettazione disposta nell’ambito del procedimento, che ha svelato un piano diretto a truccare i ricorsi in Cassazione anche a vantaggio di esponenti mafiosi, la donna parla con Licata. A lui chiede aiuto per ottenere “un buon trasferimento” per il marito. I pm di Palermo, che hanno arrestato e processato Grancini, due anni fa inviarono gli atti alla procura di Caltanissetta, competente per le vicende giudiziarie che coinvolgono magistrati del distretto di corte d’appello di Palermo di cui Agrigento fa parte.