Riceviamo e pubblichiamo in versione integrale la segnalazione e relativo materiale fotografico inviatoci da un nostro affezionato lettore che ringraziamo per il prezioso contributo.
In questa città ove gli spazi adibiti parcheggi sono quasi tutti a pagamento, dove i margini di movimento sono inesistenti, dove non esistono trasporti pubblici degni di questo nome, non è assolutamente concepibile che quei pochi che esistono gratis non siano adeguatamente sfruttati per assenza di una segnaletica orizzontale. Mi riferisco al parcheggio a raso, ex mercatino della frutta, oggi restituito alla sua funzione primaria nel quale, a causa di mancanza intervento della mano pubblica, esso offre una capienza ridotta. Ma questo è poco se si considera che costituisce una vera e propria trappola per chi si avventura ad entrarvi rischiando di fare incidente essendo, poi, costretto ad uscire a retromarcia in una gimcana. Ma dove sta questo comune che si preoccupa solo di inseguire i cittadini, i quali, a causa dei pochi spazi sono costretti a ricorre a mille espedienti per posteggiare la propria macchina? Dove sta questo comune che spesso si riempie la bocca di “cultura” e di legalità quando sono calpestati i diritti più elementari, libertà di movimento e il controllo del territorio. Non si può fare soltanto terrorismo fiscale e considerare il “popolo” un suddito. Perché altrimenti affiora alla mente di ciascuno di noi che la casa albergo per anziani è diventata caserma dei vigili urbani, la scuola media Verga è diventata ufficio demografico, il parcheggio sotterraneo è diventato autoparco comunale e gabinetto pubblico abusivo, il centro sociale di Bastianella è una cattedrale nel deserto e la piscina comunale è messa in discussione per la sua insicurezza. Tutti possono amministrare una città, bisogna vedere quale sono i risultati finali. Mi sembra quindi inopportuno proferire la parola cultura quando vengono ignorate tanti diritti.













