Giovedì 3 giugno, al Palazzo delle Povere, in Corso Calatafimi, a Palermo, assieme all’Assessore Giovanni Mattina e Venerdì 4 giugno, a Palazzo D’Orleans, assieme all’Assessore Alfonso Cardillo, ci siamo incontrati, come si sa, tutti quanti gli amministratori degli Enti Localie e sindaci siciliani, parlamentari nazionali e regionali, l’Assessore Regionale, Rino Leanza ed il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, per discutere della annoosa, complicata ed in parte disperata vicenda degli oltre 22.000 (ventiduemila), lavoratori precari contrattisti, ex articolo 23 e similari. E’ ormai risaputo che il Governo Nazionale, con Giulio Tremonti in testa, nello stringere i cordoni della borsa, dopo essersi liquidato, decine e decine di migliaia di precari della scuola, con le ultime manovre, il taglio del 10% dei trasferimenti ordinari dello Stato contro i Comuni ed nuovi parametri per il calcolo del patto di stabilità ( la soglia per le spese di personale che non si deve superare per evitare il deficit strutturale negli Enti locali, infatti con la nuova rideterminazione non è pù del 50%, bensì del 40% delle uscite previste nei bilanci), sta inibendo la possibilità di continuare addirittura, a garantire il rispetto degli attuali contratti di lavoro dei lavoratori precari, pena il dissesto di tutti i Comuni Siciliani e soprattutto risulta impossibile, grazie alle ultime misure anticrisi del Governo Nazionale mantenere in servizio detti lavoratori.

Ovviamente, queste misure e sanzioni restrittive che riguardano la Finanza Pubblica, sono accompagnate, inoltre dal congelamento dei contratti di tutti i dipendenti pubblici, nei prossimi quattro anni, al fine di realizzare un risparmio medio, in totale, per ogni dipendente, di poco più di 1500 euro. E’ ovvio che sia la crisi internazionale che quella nazionale e gli oltre 1800 miliardi di euro di debito pubblico italiano, impongono delle sofferte scelte che non sono soltanto impopolari ma che contribuiscono, in maniera determinante ad aumentare i livelli di disocccupazione in maniera intollerante, tanto da innescare non solo le vibranti proteste di piazza, ma anche dei profondi malesseri economici e sociali che preludono ad altre disastrose conseguenze. Se consideriamo lo stato anche dell’agricoltura siciliana ed il declino e la devastazione della Pubblica Amministrazione, con i licenziamenti di massa di tutti i lavoratori precari, abbiamo sperimentato che, dallo scorso anno ad oggi, le proterste non si contano più, la fame, la povertà e l’impossibilità di sopravvivere, ormai di milioni di famiglie, stanno diventando gli ingredienti di un’esplosiva miscela sociale che rischia, a questo punto, seriamente, di far saltare in aria, qualsiasi ente o territorio che deve fare i conti con una disoccupazione ed una mancanza di speranza per il futuro, mai così tragiche ed allarmanti. La specificità siciliana, riguardo ai lavoratori precari impiegati da oltre vent’anni in tutte le Pubbliche Amministrazioni dell’Isola e che di fatto, anche se non di diritto, reggono e fanno funzionare tutti gli uffici pubblici, non è stata tenuta in considerazione da Tremonti che, con la sua scure, buona soltanto, come si suol dire, a provocare un’indiscriminata macelleria sociale, non solo ha tagliato i fondi finanziari per i Comuni e le Regioni ma si è spinto oltre, impedendo,con delle leggi capestro, lo ribadiamo, anche la stessa prosecuzione dei contratti di quest’anno. Il diktati nei confronti di Regioni e Comuni è quello di licenziare, licenziare, licenziare! Ecco percè, le proteste dei precari a Palermo e gli incontri romani del Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, hanno sortito l’effetto di strappare almeno una promessa, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta. Si tratta di prevedere una necessaria ed indispensabile deroga al patto di stabilità. Ciò avverrà, tra martedì e mercoledì, alla presenza del Ministro Giulio Tremonti per come si è detto nel corso dell’incontro che abbiamo avuto con il Presidente Lombardo, a Pallazzo D’Orleans, di ritorno da Roma. Questa deroga, al momento è l’atto risolutivo che cosente la prosecuzione di tutti i rapporti di lavoro degli oltre ventimila contrattisti interessati a questa drammatica vicenda. Per il resto si continuerà a discutere con i sindaci, le parti sociali e tutti i parlamentari siciliani, una nuova legge di stabilizzazione che è già al vaglio della competente commissione parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana, per ovviare ai veti del Governo Nazionale e del Commissario dello Stato. Stabilita la deroga, si può, chiaramente risolvere tutto. Per adesso necessitano le firme da apporre da parte, non solo di tutti i sindaci, ma anche dei Ministri Siciliani, Alfano e Prestigiacomo, del Presidente del Senato, anch’egli siciliano, Schifani, di tutti i parlamentari regionali e nazionali, sul documento elaborato dal Governo Regionale in cui si chiede questa indispensabile deroga al Patto di Stabilità ed altro ancora. Mobilitiamoci in tal senso, di concerto con le Organizzazioni Sindacali e tutte le pubbliche istituzioni interessate.


Salvatore Petrotto
sindaco di Racalmuto