Ancora polemiche a Racalmuto dopo l’affissione di un pubblico manifesto da parte di alcuni consiglieri di opposizione e componenti politici che fino a poco tempo fa appoggiavano il sindaco Salvatore Petrotto. Un manifesto dove si chiede al sindaco di lasciare la carica di primo cittadino.
Interviene Sergio Scimè, responsabile del Movimento “Regalpetra Libera Racalmuto”: “Ho iniziato un anno fa quando nessuno parlava, nemmeno che era stato eletto consigliere di opposizione – dice Scimè – La mia era una voce solitaria nel web e nella vita reale. Da quel momento diversi giovani e non hanno iniziato a condividere l’idea che la giunta e il consiglio comunale erano inadeguati a governare il paese. Durante l’anno i partiti, i coordinamenti politici, i consiglieri comunali hanno fatto finta di non capire che la barca stava affondando. Oggi qualcosa è cambiato. Quelli che fino a ieri stavano nel banchetto oggi si sono ravveduti. Quelli che stavano in silenzio iniziano a parlare. Comunque qualcosa si muove. Io credo che bisogna ricominciare a discutere dei mille problemi del paese e dei racalmutesi. Le parole non servono ed un manifesto non risolve nulla, ci vogliono azioni concrete”.
Al Movimento di Scimè è stato chiesto di firmare il manifesto contro Petrotto: “Non mi piaceva l’idea di firmare un manifesto di opposizione il cui titolo è stato scritto da Vincenzo Milioto, papà dell’attuale presidente del consiglio eletto proprio con Petrotto che oggi tutti criticano”.
“Nelle amministrative del 2007 – conclude Sergio Scimè – sono stato accanto al compianto Giovanni Sciortino, candidato sindaco, condividendo un progetto politico insieme a tanti altri amici. Dobbiamo ricominciare da quel progetto. Non dobbiamo fare obbligatoriamente una guerra tutti insieme contro Petrotto (che di problemi in questo periodo ne ha abbastanza), noi che abbiamo digerito fatti molto più gravi. L’immagine del paese è stata distrutta per tanti motivi: mafia, droga, mala politica”.

















