Martedì 15 giugno, all’indomani del mio compleanno, ho ricevuto un si fa per dire, funereo augurio, rispetto all’impossibilità di realizzare l’ampliamento del cimitero di Racalmuto.

L’attuale capo dell’Ufficio Tecnico, invitato a seguire l’iter per la realizzazione di una modesta porzione di cimitero comunale, mi comunicava, telefonicamente che il progetto approvato dall’attuale Giunta Municipale che prevede una spesa per tale realizzazione di 25O mila euro, a detta del professionista esterno incaricato negli anni Ottanta dal Comune di Racalmuto e non ho capito bene se anche a detta dello stesso Puma che almeno apparentemente, se ne lavava comunque le mani, era irrealizzabile.


L’obiettivo, a quanto pare, è quello di ritornare alla carica con un mega progetto che prevede una spesa finale di 5 milioni di euro.

Malgrado gli sforzi dell’Amministrazione Comunale, in maniera, ritengo un po’ scandalosa, si vorrebbe riesumare, ed è il caso di dirlo, visto che parliamo di un cimitero, uno dei tanti faraonici progetti che era morto e sepolto ma che, come uno zombi, si aggira tra le stanze del Comune.

C’è da chiarire che il finanziamento dell’ampliamento cimiteriale è tutto a carico dei cittadini di Racalmuto, visto che nessun altro ente pubblico, oltre che il Comune, in questo momento finanzia opere cimiteriali.

Ecco perché, con una certa attenzione al portafoglio, come si suole dire, il sottoscritto, assieme a tutti gli assessori, lo scorso anno approvammo uno stralcio di questo faraonico progetto, un riquadro di terra, peraltro già espropriata, accanto all’attuale cimitero, di modeste dimensioni, tali da soddisfare le attuali esigenze di un paese, come Racalmuto che ha ricevuto ad oggi, meno di cento richieste, tra loculi, tombe a terra e tombe monumentali, le cosiddette gentilizie.

Così, la realizzazione di una semplice recinzione di un’area che ha già la destinazione urbanistica prevista dalla vigente normativa in materia, di circa 1500 metri quadri e la realizzazione delle canalizzazioni per gli impianti, sarebbe più che sufficiente a soddisfare, per i prossimi dieci anni, le tristi esigenze dei miei concittadini.

Per realizzare, cioè, questo indispensabile sepolcreto visto che, purtroppo, tutti quanti siamo destinati a morire.

Fatti un po’ i conti, avevamo pensato di richiedere alla Cassa Depositi e Prestiti, e non potrebbe essere diversamente, 250 mila euro, mentre per le opere di completamento, attraverso un opportuno regolamento da fare approvare in Consiglio Comunale, si pensava di finanziare i lavori di rifinitura con le anticipazioni dei cittadini, all’atto dell’acquisto dei singoli lotti cimiteriale dove verranno realizzate le tombe.

Ed invece no.

A quanto pare questa nostra volontà viene sistematicamente vanificata, da qualche anno a questa parte e sino a ieri, con l’ennesima scoraggiante telefonata del tecnico Francesco Puma che mi diceva ‘qua mi dicono ( leggi i tecnici esterni incaricati e quello interno, il cosiddetto R.U.P., ovvero il Responsabile Unico del Procedimento) che ci vogliono 5 milioni di euro per realizzare l’ampliamento cimiteriale!

Quindi o 5 milioni o niente.

E dire che il progetto, lo stralcio di 250 mila euro lo avevamo già approvato lo scorso anno!

Niente da fare!

Polemiche e chiacchiere telefoniche, del tipo ‘a me non interessa niente, sbrigatela tu (leggasi sindaco), qua non vogliono fare niente’ e via discorrendo; questo sempre il telefonante che, se non lo conoscessi, potrei dire il teatrante, e cioè il Puma.

Al ché, sentitomi un po’ provocato, offeso nell’intelligenza, quella poca che ancora mi resta, ho dovuto rispondergli che per i Racalmutesi, visto che non abbiamo i 5 milioni previsti nel progetto megagalattico, dovremmo, nell’immediato, tentare di realizzare una fossa comune, o andare a chiedere ospitalità nei cimiteri di altri comuni, visto che questa storia del costo dell’ampliamento del cimitero di 5 miliardi di lire di ieri e dei 5 milioni di euro di oggi, si trascina da quasi trent’anni.

Ecco che cosa significa dover fare i conti con i progetti concepiti nei favolosi anni Ottanta.

Questi progetti a volte ritornano e non ci consentono, come in questo caso, neanche di morire in pace e riposare nel cimitero del paese dove viviamo.

A Racalmuto, per qualche centinaio di miei concittadini che non posseggono né una tomba, né uno spazio cimiteriale, è difficile persino morire, non sanno infatti se potranno essere tumulati nel cimitero di extralusso, di 5 milioni di euro, progettato negli anni Ottanta, od in quello più modesto di trenta metri per trenta, del costo di un ventesimo di quella cifra e cioè 250 mila euro, concepito dalla Amministrazione che presiedo; forse è più probabile, comunque, nell’immediato, che dovranno chiedere ospitalità a qualche amico, ammesso che lo trovano o cercare, nella mortale disgrazia, miglior fortuna fuori dal paese di residenza.

E questa fa parte di una delle tante volontà politiche che qualche tecnico e qualche burocrate, astutamente ed artatamente, vorrebbero disattendere, opportunamente spalleggiati da chi più può, in questo momento, per via delle note vicende.

Non so se questa è una questione etica od estetica!

Non so se contrastare le opere mangiasoldi, impossibili da realizzare e buone solo a far lievitare inutilmente i costi che deve pagare un’intera collettività è una questione di forma o di sostanza.

In questo caso la sostanza è che alcuni soggetti, da anni creano ostruzionismi, impedendo di realizzare con costi normali, direbbe il comico Antonio Albanese, con prezzi da paese civile, una semplice porzione di cimitero, perché hanno intenzione di far passare il loro progetto faraonico.

Il risultato etico ed anche estetico è assai simile, diavolo a farlo apposta, anche a quella sciagurata strada che costeggia proprio il nostro cimitero, la famosa Racalmuto Grotte Milena, il cui prezzo standard, così come il cimitero è stato di 5 miliardi, così come il nostro vecchio progetto di ampliamento cimiteriale.

Solo che, nel caso della strada, quei 5 miliardi, sono stati spesi tutti, si fa per dire, se consideriamo che nessuno li ha fermati, quando bruciavano alla fine dei favolosi anni Ottanta quella montagna di soldi, per realizzare meno di un chilometro di trazzera sterrata, quando con quei soldi, allora si realizzavano almeno due chilometri di autostrada.

Il ripetersi di questo tipo di realizzazioni ho cercato di evitare a proposito del cimitero di Racalmuto!

Non so se ho fatto una scelta etica od estetica, ma la sostanza credo che non cambia, al di là, a volte, del mio modo volgare di esprimermi o di qualche rara e lontana debolezza.

Per i posti al cimitero, a questo punto, con le mani in alto, in segno di resa, dico ai miei concittadini, per un motivo questo si, del tutto etico, si indignino nei confronti di chi continua a provarci a fregare il prossimo, così come ha fatto per le opere di compensazioni dell’ANAS qualche anno fa e con altre inutili opere pubbliche.

Salvatore Petrotto

Sindaco di Racalmuto