Giuseppe Falsone, boss della provincia di Agrigento, fermato il 25 giugno scorso a Marsiglia, alla fine di undici anni di latitanza, è apparso giovedì dinanzi alla corte d’ appello d’ Aix-en-Provence (Bouches-du-Rhôn).
Quasi 40 anni compiuti, ha dichiarato di chiamarsi Giuseppe Sanfilippo Fridola, inoltre ha indicato di non essere nato il 28 agosto 1970, ma il 1° marzo 1974 nella provincia di Catania.
Giuseppe Falsone s’è visto notificare due sentenze italiane: una prima del 22 marzo 2003, che l’ ha condannato alla prigione in perpetuo per omicidio e detenzione d’arma, una seconda del 18 novembre 2006 che gli ha valso 12 anni e mezzo di prigione per partecipazione a organizzazione criminale di tipo mafioso e spostamento fraudolento di valori per fatti commessi tra il 1997 ed il 2003.
L’ avvocato difensore francese, nominato d’ufficio, ha richiesto ulteriori informazioni a favore del suo cliente, per verificare se i fatti commessi in Italia sono perseguibili sul territorio francese.
Il presidente della corte d’appello di Aix en Provence, Christian Blaes, ha però ribattuto che le verifiche sulle impronte digitali «hanno portato alla conclusione formale» che l’uomo arrestato sia davvero Giuseppe Falsone.
Il giudice ha inoltre sottolineato che, i mandati di arresto europei emessi nei suoi confronti «ci paiono del tutto completi».
L’ udienza pubblica, si è svolta sotto l’alta protezione della polizia, un elicottero ha sorvolato per tutta la durata il palazzo di giustizia d’Aix-en-Provence, mentre la sicurezza interna era garantita dagli uomini del gruppo d’ intervento della polizia nazionale francese(GIPN).
La camera di istruzione della corte d’ appello renderà oggi in mattinata la sua decisione in videoconferenza tra la corte d’ appello d’Aix-en-Provence e la prigione di Luynes (Bouches-du-Rhône), dove è attualmente imprigionato Giuseppe Falsone.
In caso di decisione di rimetterlo alle autorità italiane, Giuseppe Falsone disporrà tuttavia della possibilità di depositare un nuovo ricorso dinanzi alla Corte di cassazione francese.
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foto Polizia di Stato














