“Un film di impegno sociale che racconta l’Altra Sicilia, quella della legalita’ e dell’impegno civile”.
Lo ha detto l’assessore al Turismo e Spettacolo della Regione Siciliana, Nino Strano, commentando l’uscita nelle sale americane del film “La siciliana ribelle” di Marco Amenta, in programmazione con il titolo “The Sicilian Girl”, sulla vita di Rita Atria.
“La distribuzione negli Usa – ha aggiunto Strano – e’ un successo di tutti coloro che hanno creduto in quest’opera, a cominciare dalla Film Commission Sicilia e da Cinesicilia che lo ha cofinanziato, ed e’ la conferma del fatto che nella nostra isola possa realizzarsi una produzione di qualita’, apprezzata sul mercato internazionale”.
Il film uscira’ il 4 agosto negli USA, distribuito dalla prestigiosa Music Box Film, futura ”erede” della Miramax.
“Borsellino diceva che la lotta alla mafia non può essere soltanto affidata all’azione repressiva dello stato, ma deve partire dai giovani: i più adatti a sentire il fresco profumo della libertà e a rifiutare il puzzo del compromesso, della complicità. Rita Atria aveva preso coscienza di tutto questo. Cresciuta in una famiglia mafiosa, ha avuto il coraggio di ribellarsi alla violenza, al sangue, alla sopraffazione”. Con queste parole il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia, ricorda la figura di Rita Atria nel giorno della sua scomparsa.
“Proprio grazie al giudice Borsellino – aggiunge Lumia – che gli è stato accanto e l’ha sostenuta, Rita ha deciso di collaborare e fare una scelta di vita radicale: schierarsi dalla parte della giustizia. Purtroppo quel 19 luglio del 1992, che ha segnato la storia del nostro Paese, ha segnato anche la sua. Paolo Borsellino per lei era un punto di riferimento fondamentale.
L’ennesima vittoria della mafia contro lo Stato le ha tolto qualsiasi speranza e a una settimana di distanza da quel tragico giorno ha deciso di togliersi la vita”.
“Quella di Rita Atria – conclude l’esponente democratico – è stata un’esistenza breve, ma intensa e carica di senso. La sua storia è un patrimonio prezioso dell’antimafia, da trasmettere alle nuove generazioni per alimentare la speranza di una società senza mafia, quella speranza di cui Rita aveva enorme bisogno”.













