Il Corriere della Sera pubblica nell’edizione di sabato un appello trasversale per la reintroduzione del sistema elettorale del metodo del collegio uninominale.
La motivazione critica nei confronti del sistema vigente è totalmente condivisibile.
Il punto centrale di questa critica sta nel fatto che la scelta delle candidature nelle varie liste è compiuta esclusivamente dai vertici dei partiti, che essendo,oggi, personali, implicano una vera e propria nomina dei deputati per la scelta e decisione del “padrone “ del partito.
Questo metodo ha implicato la tortale riduzione del valore rappresentativo del Parlamento.
Come si vuole rimediale da parte dei proponenti dell’appello ? Con il sistema uninominale e cioè con l’0elezione dei deputati e dei Senatori in tanti collegi, in cui viene diviso il corpo elettorale.
Benissimo ! Ma chi sceglie il candidato collegio per collegio?
Siamno onesti e franchi! La prova con il ‘mattarellum l’abbiamo fatta! IU candidati venivano scelti anzi sono stati scelti dai capi dei partiti o dei blocchi. E queste scelte sono state compiute sempre sulla base dei sondaggi che preliminarmente garantivano l’esito. Il capo X sapendo che il collegio n è sicuro, pone la candidatura che preferisce e predilige. Agli elettori non rimane che un voto di ratifica, perché se non apprezzano il candidato di quello schieramento che pure sceglierebbero avrebbero possibile soltanto il voto per lo schieramento alternativo.
Il collegio uninominale discutibile proprio sotto il profilo della corrispondenza alla pienezza della sovranità dell’elettore potrebbe avere un’accoglienza soltanto nel caso di garanzie relative alle cosidette primarie. Ma delle primarie in Italia abbiamo fatto esperienze che soltanto per carità di patria non abbiamo preso a fischi…
Ed allora apriamo il dibattito sul sistema elettorale senza barare intellettualmente chiamando le cose con il proprio nome e perciò valutando i metodi elettorali con spirito di realismo e con senso di verità. Altrimenti dall’attuale sistema torneremo al ‘mattarellum’ ed a via di “um” dopo il porcellum sarà la democrazia italiana ad attraverso periodi anche più bui dell’attuale. Saranno privi della speranza di vedere cambiare le cose e migliorare.

















