Attaccare la spesa previdenziale ed assistenziale quando ancora questo anno il Presidente Antonio Mastrapasqua ha presentato, dopo quelli del 2008, i conti dell’INPS 2009 con un attivo di bilancio (anche quello di Agrigento, malgrado l’asfittico mercato del lavoro, lo è ) significa fare una scelta non giustificata sul piano economico, caratterizzata dalla volontà di volere colpire il “cuore” della socialità e della solidarietà nazionale: …..Famiglia Cristiana direbbe anti Cristiana.

Ora se i conti dell’INPS sono ok, e l’evasione fiscale, il fatturato delle mafie e la corruzione tangentizia sottraggono allo Stato rispettivamente 160, 140 e 60 miliardi di € per un totale di 360 miliardi, non è giusto tentare di fare cassa accanendosi sui più deboli, quali sono i pensionati ed in particolare gli invalidi civili, contro i quali c’è, da qualche tempo, una campagna diffamatoria e l’attribuzione della responsabilità di costi insopportabili.


Confermano tale scelta di campo il tentato innalzamento della percentuale di invalidità dal 74 all’85%, la pretesa unica patologia invalidante, nonché la totale e permanente incapacità di provvedere alle funzioni di vita per l’accesso alla indennità di accompagnamento, proposti dal Governo e ritirati, prima del voto del Parlamento, almeno per ora, in seguito alle proteste delle Associazioni di categoria, della Chiesa, della CGIL ed, in particolare, dopo la grande manifestazione di Roma del 7 luglio scorso partecipata, anche, da questo sindacato dei pensionati.

Chi ha in famiglia una persona non auto sufficiente, ovvero un invalido che non può lavorare, sa bene quanto crudeli erano quei provvedimenti, tra l’altro in assenza di una organizzata ed adeguata assistenza domiciliare integrata  per via dei disastri dei Comuni, della non attuazione, di fatto, dello spirito della legge 328, per cui l’assistenza viene assicurata, in 2 casi su 3, dai componenti del nucleo familiare, dove, per fortuna, ancora esiste una sentimento solidale tra le generazioni.

Sia ben chiaro: una cosa è rivendicare tutele e diritti civili per il disabile e lottare per la loro attuazione, come fa la CGIL, un’altra cosa è giustificare i falsi invalidi.

Ma anche qui c’è da fare una distinzione  tra chi agisce individualmente e chi  attraverso le reti organizzate di affaristi locali che vanno scovati e perseguiti ad Agrigento, come altrove.

Un’altra cosa è la manifesta volontà di restringere, ad ogni costo, l’area dei pensionati attraverso rigorismi ed  ossessive direttive nazionali riservate dirette alle strutture periferiche.

Nei prossimi giorni arriveranno in provincia centinaia di raccomandate  spedite dall’Inps agli invalidi civili, che in Agrigento hanno titolo alla pensione in 9.764 e che sono costretti a “vivere” con 255 € mensili, perché riprenderà la campagna di accertamenti sulle loro patologie.

Il sindacato dei pensionati della CGIL ed il Patronato INCA è pronto ad assistere, anche legalmente, quanti ritenessero di avere bisogno di un legittimo sostegno per fare valere le proprie legittime ragioni.

All’INPS di Agrigento questo sindacato chiede la pubblicazione del report 2009 del Servizio Ispettivo riguardo alle accertate evasioni contributive da parte dei datori di lavoro di questa provincia.

Piero Mangione