Positivo il vertice tenutosi ieri a Licata per contrastare l’emergenza rifiuti. Da oggi riparte la raccolta dei rifiuti nei sette Comuni consorziati. Alla fine della riunione la famiglia Catanzaro è stata rassicurata sull’erogazione di un anticipo sugli arretrati dovuti da parte dei comuni consorziati. Canicattì, in questi giorni, è stata letteralmente invasa dai rifiuti a causa della chiusura della discarica di Siculiana, gestita dalla famiglia Catanzaro. La chiusura, operativa da due giorni, ha creato pesanti disagi anche per il caldo e la mancata raccolta dei rifiuti sparsi per strada. A provocare la chiusura dei cancelli della discarica, la mancata corresponsione delle spettanze arretrate da parte dei comuni consorziati alla Dedalo Ambiene-Ato Ag3 che ha sede a Licata e serve altri 6 comuni. A seguito dell’emergenza rifiuti, presente nei sette comuni agrigentini che ricadono nell’area di competenza dell’Ato Ag3, ieri mattina si è tenuto un vertice a Licata per cercare soluzioni immediate al problema. All’incontro erano presenti tutti i sindaci dell’Ato, tranne il sindaco di Campobello di Licata. Da sottolineare che il problema rifiuti interessa in egual modo a tutti i Comuni dell’Ato Ag3. La società Dedalo Ambiente che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, per alcuni giorni non ha potuto scaricare la spazzatura all’interno della discarica di Siculiana poiché i gestori avevano sbarrato i cancelli. Una situazione simile si era verificata alcuni mesi fa ma in quel caso la discarica in questione era quella di Campobello di Licata che aveva vietato di scaricare rifiuti poiché le vasche di raccolta erano colme. Una situazione che durò diversi giorni e che vide l’interessamento diretto del prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione il quale cercò di trovare una soluzione per evitare problemi di natura igienico-sanitaria. Fu allora che si parlò di un eventuale utilizzo della discarica di Siculiana avanzando comunque i disagi per la distanza ed eventuali spese aggiuntive per gli utenti finali che potrebbero vedersi recapitare bollette più salate. Alcuni dei mezzi della Dedalo ambiente, in effetti, non possono far fronte a viaggi giornalieri così lunghi e corrono il rischio di rimanere per strada carichi di rifiuti. Se a livello politico non si trova una soluzione immediata, si potrebbero rischiare gli stessi problemi della Campania. Si rischia un accumulo eccessivo di rifiuti con seri problemi igienico – sanitari. Per alcuni esponenti politici dell’hinterland, la soluzione migliore potrebbe essere la costruzione di un inceneritore di nuova generazione al plasma, una struttura in grado di incenerire enormi quantità di rifiuti nell’arco di una sola giornata. Alcuni politici hanno avanzato la zona industriale di Ravanusa-Campobello come ubicazione più adatta ad una simile struttura.












