Al di là dei proclami cosiddetti provocatori: campo da golf, casinò etc; che lasciano il tempo che trovano, ecco che arriva anche quella della funivia all’isola dei Conigli. Quest’ultima sarebbe, sicuramente, passata sotto silenzio, nessuno le avrebbe dato più importanza di quanto non meritasse, sarebbe, stata considerata alla stregua di una estiva amenità se non che esse è arrivata da una senatrice della repubblica, dal “ponderoso peso politico”, e quindi bisogna, se si ama effettivamente l’isola, prendere obbligatoriamente posizione.
Non si sa più quali idiozie inventare o proporre pur di “apparire” nella scena politica locale.
Il territorio Lampedusano è di natura squisitamente calcarea, cioè composto da una roccia sedimentaria caratterizzata dalla presenza di elevate quantità di carbonato di calcio e, pertanto, abbastanza friabile: ed è per questo motivo che le sue coste subiscono il costante sgretolamento a causa dell’erosione costante dovuta agli agenti atmosferici, eolici e marini. La paventata costruzione di una funivia sopra il costone che racchiude la cala dei conigli comprometterebbe l’accentuarsi di questo processo di erosione e tanto varrebbe intonare sin da ora il de profundis per questa meraviglia della natura.
Lampedusa ha delle immense risorse turistiche legate alla bellezza delle sue coste e del suo mare limpido e dai mille colori. Purtroppo, però ha una superficie solamente di circa 20 km e non è, ahimè, benchè qualcuno lo vorrebbe, ne Taormina, né Urbino e l’idea di realizzare campi da golf, casinò, funivie ecc, appartiene a gente che non ha il senso della realtà locale, anzi credo che appartenga a gente che ha completamente smarrito la bussola.
Già in passato troppi errori sono stati commessi dagli pseudo-politici lampedusani e dagli organi provinciali e regionali addetti al controllo del territorio. Ora invece di correre ai ripari e di rimediare al male fatto negli anni sull’isola si continua, ancora, a proporre di commetterne di nuovi, sempre in nome del dio denaro e del tornaconto personale.
Valga un esempio per tutti a dimostrazione del degrado che ha accompagnato l’isola in tutti questi anni di cosiddetta “crescita economica” e che le Istituzioni, con grande sofferenza, hanno permesso il perpetuarsi: lo stabilimento balneare che insiste sulla splendida baia della Guitgia. La spiaggetta è lunga a malapena circa 60 metri, ma è frequentatissima dai locali e dai turisti essendo adiacente al centro abitato, ed avere permesso, negli anni 80 la realizzazione di un chiosco, nonché la sua trasformazione in stabilimento balneare nell’anno 2006 con l’occupazione di gran parte dell’arenile, è stato un crimine contro natura che né Dio né gli uomini che amano Lampedusa perdoneranno mai; solo la deliberata distorsione della normativa vigente poteva permettere ad uomini senza scrupoli di dare quella concessione obbrobriosa.
Purtroppo alcuni lampedusani non amano e non sanno amare la loro terra, si domandano in maniera egoistica cosa essa possa offrire, in che modo possono sfruttarla anche a costo di provocarne la totale distruzione. Ma si sono mai chiesti queste persone che cosa possono fare per conservarne le sue condizioni naturali e consegnarla alle generazioni future?
Così se si incontra una persona come la sig.ra Giusy Nicolini che ama la sua terra natia e cerca di mantenerne integra la bellezza incontaminata di alcuni luoghi difendendoli dall’assalto selvaggio di consorterie senza scrupoli che nel loro immaginario sognano chioschi, funivie, casinò e soldi, soldi, soldi, ecco essa è una nemica e come nemica va combattuta con ogni mezzo e abbattuta perché di ostacolo.
Lampedusa, se vuole conservare la vocazione turistica, deve continuare a mantenere la sua caratteristica di piattaforma africana, meglio libica, peculiarità che ha incuneato in molti turisti il cosiddetto mal d’Africa che spinge attraverso una coazione psicologica a ritornarvi spesso.
Sono purtroppo, molti i problemi che assillano e affliggono le isole Pelagie e che aspettano una risposta concreta e risolutiva e credo non sia il caso di crearne di nuovi andandoseli a cercare di proposito e senza alcun motivo evidente, tranne che l’obbiettivo finale non sia in realtà tutt’altro.
Montana Andrea Claudio
Consigliere Comunale

















