Giuseppe Falsone di Campobello di Licata, l’ex capo mafia di Agrigento, interrogato nel carcere di massima sicurezza di Novara dai magistrati di Palermo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Falsone, questa mattina, davanti al gip Silvana Saguto è stato incalzato dai sostituti della Dda Fernando Asaro e Giuseppe Fici, a proposito dell’inchiesta cosiddetta “Apocalisse”. Intanto, in settimana, nel gabinetto della polizia scientifica di Roma, si concluderà l’analisi sui due personal computer e i sette telefoni cellulari sequestrati nel covo francese di Falsone, arrestato a Marsiglia a fine giugno ed estradato in Italia, da Aix en Provence, l’11 agosto.
Sarebbero una decina i nominativi che tornano frequentemente nelle diverse rubriche presenti nei due computer e nei sette telefoni cellulari sequestrati nel covo francese di Giuseppe Falsone, l’ex numero uno di Cosa nostra agrigentina, arrestato a Marsiglia ed estradato in Italia lo scorso 11 agosto. Entro la fine della prossima settimana si dovrebbe concludere l’analisi tecnico-scientifica dei cellulari e dei pc usati dal campobellese, ma già gli investigatori, la polizia scientifica di Roma, sembrerebbe aver trovato delle risultanze investigative importanti. Nickname o nomi e cognomi identici sarebbero stati trovati fra le rubriche dei cellulari, dell’email e del programma Skype. Gli investigatori starebbero cercando di identificare a chi appartengono i nomi in codice. Gli investigatori mirano a sgominare la rete di fiancheggiatori che ha permesso a Falsone di risiedere a Marsiglia, quello che lo hanno aiutato ad allontanarsi dalla Sicilia e coloro che continuavano a prendere ordini dall’ex primula rossa.












