Arriva anche in Italia saxagliptin (Onglyza®), nuovo farmaco indicato come terapia aggiuntiva per il trattamento del diabete di tipo 2 negli adulti che non riescono a controllare i valori della glicemia e vedono i livelli di emoglobina glicata salire oltre il 7%.

Saxagliptin è stato appositamente sviluppato da Bristol-Myers Squibb e AstraZeneca al fine di raggiungere il controllo glicemico globale, riferito non solo all’emoglobina glicosilata, ma anche alla glicemia a digiuno e alla glicemia post prandiale. Infatti, il controllo glicemico di tutti e tre i parametri consente di prevenire le conseguenze provocate a lungo termine dall’alterazione dei valori della glicemia.


Saxagliptin, inoltre, favorisce in modo fisiologico il rilascio di insulina, senza indurre ipoglicemia e con un effetto neutro sul peso corporeo.

“Il diabete rappresenta un’area di bisogno medico ancora insoddisfatto, in quanto numerosi pazienti diabetici non riescono a ottenere un effettivo controllo di questa malattia cronica nel corso degli anni” – afferma Pierluigi Antonelli, Presidente ed Amministratore Delegato di Bristol-Myers Squibb Italia – “Con saxagliptin mettiamo a disposizione dei medici un farmaco che permette il controllo glicemico sui 3 parametri fondamentali, e offriamo ai pazienti una soluzione ad elevata tollerabilità, che evita le crisi ipoglicemiche, causa di per sé di gravi danni alla salute del paziente e pericolose nello svolgimento delle attività quotidiane”.

“Saxagliptin” – afferma Nicola Braggio, Presidente ed Amministratore Delegato di AstraZeneca Italia – “è il primo traguardo di un nuovo percorso comune nell’area del diabete dell’Alliance AstraZeneca e Bristol-Myers Squibb. Grazie al suo innovativo ed efficace meccanismo di azione, rappresenta un valido aiuto per quelle persone che, nonostante la dieta e le terapie standard, non riescono a mantenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue. Inoltre, è una compressa molto maneggevole che il paziente può assumere una volta al giorno e nel momento della giornata più favorevole”.

Oltre la metà dei pazienti adulti combatte senza successo per mantenere lo zucchero nel sangue entro livelli accettabili. Il mancato controllo dei valori glicemici comporta per il paziente diabetico il rischio di andare incontro a serie complicanze, quali retinopatie, nefropatie, neuropatie oltre alle malattie cardiovascolari, cioè infarto e ictus.

Uno studio basato sui dati di prescrizione e ospedalizzazione relativi a circa 9 milioni di cittadini promosso di recente dall’Istituto Mario Negri Sud ha dimostrato che il numero di ricoveri che coinvolge pazienti diabetici rispetto alla popolazione generale è circa 2 volte maggiore per le complicanze cardio-vascolari e cerebro-vascolari, ma è addirittura 6-8 volte maggiore per quanto riguarda le amputazioni e 3-4 maggiore nel caso delle complicanze renali.

Per prevenire il rischio di complicanze, il valore dell’emoglobina glicata dovrebbe essere mediamente inferiore al 7% ma in pazienti giovani e con diagnosi recente di diabete, la glicemia dovrebbe essere riportata a valori ancora più bassi e prossimi alla normalità, con un livello di emoglobina glicata inferiore al 6,5%. È altresì importante controllare la glicemia sia a digiuno sia nel post prandiale.

Grazie al suo meccanismo di azione, che favorisce una più lunga durata d’azione degli ormoni che stimolano la secrezione di insulina, saxagliptin permette un controllo glicemico prolungato e globale.

In associazione con metformina, saxagliptin ha dimostrato un’efficacia sostenuta nel tempo, fino a 102 settimane (2 anni) e paragonabile a quella delle sulfaniluree, una delle classi di farmaci più usate per la terapia del diabete di tipo 2.

Il trattamento con saxagliptin deve essere avviato precocemente, non appena si manifesta la perdita del controllo glicemico, per scongiurare l’attivazione del circolo vizioso della malattia, con l’aumento della resistenza all’insulina e l’inevitabile aggravamento del diabete.

Oltre a permettere un controllo efficace dei valori glicemici, saxagliptin presenta un ottimo profilo di tollerabilità. Al contrario di altri farmaci, non induce ipoglicemia perché stimola la produzione di insulina solo nella misura strettamente necessaria, quando il tasso glicemico è alto. Inoltre, ha presentato un buon profilo di tollerabilità e non richiede un monitoraggio della funzionalità epatica.

Saxagliptin è facile da usare, si assume con un’unica somministrazione, svincolata dai pasti, consentendo al paziente diabetico, quasi sempre in trattamento con altre terapie per complicanze cardiovascolari, di scegliere il momento più favorevole nell’arco della giornata.

In Italia saxagliptin è disponibile in classe A su prescrizione specialistica, piano terapeutico, ed inserito nel Registro di monitoraggio AIFA.