La Green Life da Luglio di quest anno fa parte di OCEAN2012, Coalizione europea impegnata a fermare la pesca eccessiva e trasformare la Politica Europea della Pesca, al fine di salvaguardare e tutelare l ambiente marino, attraverso l adozione criteri rigorosi per coloro che cercano di accedere alle risorse della pesca. La Green Life è al momento l unico Ente Siciliano a far parte di OCEAN2012, in forza della pluriennale esperienza nella realizzazione di progetti e campagne per la sensibilizzazione ed educazione al rispetto ed alla salvaguardia dell ambiente marino. Il 13 e 14 settembre il Presidente della Green Life, Fabio Galluzzo, ha partecipato a Bruxelles alla riunione annuale dei membri della Coalizione – importante momento di scambio e pianificazione tra le 88 ONG e organizzazioni che si occupano di pesca e uso sostenibile delle risorse marine. In tale occasione i componenti la Coalizione OCEAN2012 provenienti da tutta Europa, hanno consegnato al Commissario per la Pesca Europea e gli Affari Marittimi, Maria Damanaki, 28.500 firme raccolte grazie alla Petizione lanciata lo scorso giugno per chiedere all UE di dare priorità alla salute dell’ambiente marino nella Riforma della Politica Comune della Pesca (PCP), sollecitandola a conservare i preziosi habitat marini, garantendo la vitalità economica delle comunità costiere vulnerabili. Secondo Uta Bellion, Direttore del Programma Marino Europeo del Gruppo Ambiente Pew e coordinatore di OCEAN2012, Mettere l’ambiente al primo posto significa seguire i pareri scientifici ed imporre criteri rigorosi per coloro che cercano di accedere alle risorse della pesca. L’ambiente marino è un bene comune ed è pertanto di pubblico interesse che le attività che hanno un impatto sullo stato degli stock ittici, e del più grande ecosistema, vengano accuratamente gestite. Nello specifico OCEAN2012 propone che l’accesso alle risorse della pesca sia basato su una serie di criteri trasparenti a favore della pesca sostenibile, tra i quali: Attrezzi e pratiche di pesca più selettivi, che riducano le catture accidentali delle specie non bersaglio e riducendone l’impatto sull’ambiente marino; Pescherecci e sistemi di pesca che consumino meno energia per tonnellata di pesce pescato; Condizioni di lavoro conformi alle relative norme internazionali; Il rispetto delle norme della PCP. È evidente come sia di fondamentale importanza che un Ente siciliano abbia l opportunità di fare sentire la propria voce nel processo di Riforma della Politica comunitaria della Pesca esponendo, nell ambito della Coalizione e presso l Unione Europea, la situazione della pesca e del mare siciliani, avanzando proposte e proponendo adeguate soluzioni.