Si è svolto questa mattina ad Agrigento, l’interrogatorio di Giacinto Corbo, il canicattinese arrestato sabato scorso nel corso di alcuni controlli dei militari dell’Arma finalizzati alla repressione del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto le richieste dell’avvocato difensore,Giovanni Salvaggio concedendo a Corbo gli arresti domiciliari. Il canicattinese era stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Canicattì agli ordini del capitano Menta, con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.

I militari, durante un controllo del territorio svolto con le unità cinofile di Palermo, hanno trovato, nel magazzino di proprietà del cinquantacinquenne, situato in contrada Borgalino, sei involucri contenenti cocaina, del peso di 5 grammi. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato tradotto nel carcere di contrada Petrusa ad Agrigento a disposizione dell’autorità giudiziaria. Questa mattina il Gip ha valutato le posizioni dell’indagato ed ha deciso di concedere il beneficio degli arresti domiciliari.


Domiciliari anche per Gioacchino Amato, arrestato nei giorni scorsi  dalla guardia di Finanza di Licata con l’accusa di aver ceduto una dose di eroina ad un conoscente. Il giudice ha accolto le richieste del legale di fiducia, l’avvocato Calogero Meli ed ha concesso al giovane  il beneficio degli arresti domiciliari.

Le  forze dell’ordine, nelle ultime settimane, hanno intensificato i controlli al fine di reprimere un fenomeno che nell’hinterland agrigentino sta assumendo proporzioni preoccupanti. Molti giovani infatti, oltre a consumare le cosiddette droghe leggere, abusano anche di cocaina ed eroina considerate sostanze altamente tossiche.