Si è concluso, presso la sede distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento, il processo nei confronti di tre persone di Canicattì accusate di abusivismo edilizio. Il giudice monocratico di Canicattì, ha condannato E.S. e sua figlia alla pena di 200 euro di ammenda mentre ha assolto il figlio della donna perché il fatto non sussiste.

I fatti, avvenuti qualche anno addietro, si riferiscono all’occupazione abusiva di un fabbricato di proprietà del Comune sito alla periferia di Canicattì. Gli imputati, senza averne diritto, avevano occupato abusivamente l’immobile. Il giudice ha contestato di essere entrati in possesso di un alloggio popolare senza essere utilmente collocati nella graduatoria degli aventi diritto. Nell’arringa difensiva, l’avvocato aveva chiesto l’assoluzione con formula ampiamente liberatoria. Il giudice, dopo aver consultato gli atti in camera di consiglio, ha emesso il dispositivo contenente l’assoluzione perché il fatto non sussiste per il figlio di E.S., poiché all’epoca dei fatti si trovava in un’altra regione per svolgere il servizio militare, mentre ha condannato madre e figlia alla pena di 200 euro di ammenda.


Nell’ultimo periodo la Procura della repubblica di Agrigento sta intensificando i controlli affinché chi decide di appropriarsi indebitamente di un appartamento che non gli spetta non la passi liscia. Dopo gli sfratti eseguiti ad Agrigento e Favara anche la città di Canicattì è stata interessata dai primi provvedimenti