Filcams Cgil Sicilia, Enti Gestori Riserve Naturali della Sicilia e Coordinamento Lavoratori delle Riserve Naturali proseguono insieme la battaglia contro i tagli operati dal Governo Regionale della Sicilia. In un documento congiunto, gli enti gestori delle riserve (Legambiente, CAI, Italia Nostra, Lipu e WWF) e la CGIL hanno confermato il proprio dissenso nei confronti della politica regionale che, con gli ulteriori tagli in bilancio preannunciati con la Finanziaria 2011, porterebbe far disperdere il patrimonio naturale della Sicilia, con una conseguente perdita di posti di lavoro per ben 90 dipendenti con contratto a tempo indeterminato, a cui si aggiungono i lavoratori con contratto di collaborazione. A fronte dello stanziamento di circa 4milioni di euro del 2009 da parte della Regione Sicilia, di 2,6milioni di euro del 2010, infatti, per il 2011 i fondi previsti in bilancio ammonterebbero a circa 1,5milioni di euro. “Viviamo con apprensione quanto sta accadendo. – ha affermato Mario Vaccarella, presidente regionale Club Alpino Italiano – Non ci sono segnali positivi in merito al recupero delle somme che non sono state percepite per l’anno in corso e, in più, registriamo quotidianamente un atteggiamento incoerente da parte del Governo Regionale, in quanto i buoni propositi in merito alle Aree Protette non corrispondo con gli atti concreti che sta portando avanti.” Sindacato ed Enti Gestori, Legambiente, CAI, Italia Nostra, Lipu e WWF, chiedono al Governo Regionale di esprimere con chiarezza la propria posizione in merito alla prosecuzione delle attività di salvaguardia delle Riserve Naturali. “Il mancato rispetto della convenzione per l’affidamento della gestione delle Riserve Naturali, – ha spiegato Giuseppe Alberto Ansaldi, Italia Nostra – e quindi una sempre ridotta erogazione di fondi, porterà alla perdita di tutti i risultati ottenuti in trent’anni di lavoro, dalla conservazione dei siti al recupero di aree inserite in territori caratterizzati da speculazioni, bracconaggio e abusivismo edilizio.” Un’attività professionale, quindi, che fa i conti anche con le minacce e gli attentati e che le lavoratrici e i lavoratori hanno deciso di portare avanti nonostante non percepiscano lo stipendio dallo scorso mese di luglio. Al riguardo, le Associazioni Ambientaliste hanno fatto presente che faranno il possibile per anticipare parte delle somme necessarie per il pagamento di una parte degli emolumenti. Non si escludono azioni legali per il recupero delle somme non erogate dalla Regione Sicilia nel corso del 2010. “Le Riserve Naturali costituiscono un bene fondamentale per lo sviluppo economico della Sicilia e i lavoratori e le lavoratrici che prestano la loro attività all’interno di queste aree – ha dichiarato Monica Genovese, segretaria generale Filcams Sicilia – oltre a garantire la conservazione di tali siti, costituiscono anche un baluardo contro la criminalità. La Filcams, quindi, porterà avanti la battaglia per la tutela dei livelli occupazionali.” In attesa di risposte da parte del Governo Regionale, il 23 novembre 2010 i lavoratori e le lavoratrici delle Riserve Naturali sciopereranno, lasciando chiuse, per l’intera giornata, le 21 Riserve Naturali gestite dalle Associazioni Ambientaliste.













