Il congresso del Partito Democratico di Agrigento slitta, e non solo di qualche giorno. Ieri, infatti, il segretario regionale Giuseppe Lupo ha convocato a Palermo i parlamentari nazionale e regionali del partito e i componenti della commissione provinciale per il congresso e il comitato di garanzia. Insieme è stato fatto il punto della situazione e si è convenuto che in effetti c’erano delle irregolarita’ nella fase precongressuale sia perché non tutti i comuni avevano effettuato i congressi e destinato i loro delegati, sia perché in alcuni di questi ne erano stati effettuati addirittura due separati. Alla fine il segretario Lupo ha dato in carico al rappresentante del comitato di garanzia Enzo Napoli, di rivedere la situazione dei congressi, fare disputare quelli che non si sono svolti e regolare quelli invece irregolari. Successivamente si procedera’ a svolgere il congresso provinciale. Nel frattempo Messana resta segretario, ma potrebbe non essere piu’ il candidato unico e unitario, com’è stato fino a oggi.
Sulla vicenda politica che ha visto il Pd coinvolto in vicende tutte agrigentine e legate alle iniziative del consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Arnone, il segretario nazionale del partito, Pierluigi Bersani ha voluto dire la sua. Scrive, tra l’altro, il quotidiano online Piacenza24 in un lungo articolo dal titolo ”Bersani a Piacenza a sostegno della Fondazione Nilde Iotti”: “Infine Pierluigi Bersani si altera sull’ultima questione postagli che, visto quanto successo negli ultimi giorni, necessitava una sua risposta. Cioè la campagna mossa dal consigliere comunale di Agrigento Giuseppe Arnone, il quale da giorni ha tappezzato Piacenza con manifesti nei quali chiede più trasparenza nel Partito Democratico al sud. A questa domanda il tono di Bersani cambia e si fa più rigido: “Io non ho da rispondere a della gente che usa il simbolo del Pd in maniera impropria. E’ un curioso sistema, come se qualcuno prendesse il simbolo della Fiat e dicesse: la Fiat è una ciofeca”. E conclude in maniera lapidaria: “Non si può, prenderemo le misure”.


















