Al “Blocchiamo tutto day”, mentre il ddl della riforma Gelimi è al Senato, circa un migliaio di studenti con caschi e book block, pannelli di polisterolo con disegnate le copertine di libri famosi, si sono scontrati con i poliziotti in tenuta anti sommossa cercando di entrare a palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione.
I giovani hanno tentato di superare più volte il cordone di protezione degli agenti di polizia senza riuscirvi. Indossando caschi e coprendosi il volto con sciarpe hanno lanciato pietre, petardi, uova e arance e gridando slogan contro il governo e la riforma Gelmini. I poliziotti hanno impedito l’ingresso usando anche i manganelli e i lacrimogeni.
Un sasso ha colpito anche una giornalista a un braccio. Si tratta di Simona Licandro dell’Ansa. Negli scontri anche alcuni giovani sarebbero rimasti feriti, secondo quanto loro stessi hanno raccontato, dalle manganellate delle forze di polizia. In particolare uno di loro ha affermato di essere stato colpito al capo, mentre alcuni studenti hanno riferito che un altro ragazzo ha riportato la rottura della mascella. Negli scontri è rimasto ferito anche un militare della guardia di finanza. Il militare ha una frattura alla mano. Non ci sarebbero feriti tra la polizia.
Alla cittadella universitaria si è assistito invece a una scena diversa: studenti contro studenti. Alcuni gruppi violenti hanno rovesciato cassonetti mentre altri dicevano “basta atti di teppismo” rialzando i contenitori e rimettendoli a posto. La discussione si è accesa e alcuni giovani sono passati dalle parole alle mani.
Un gruppo ha poi lasciato palazzo d’Orleans e si è diretto in piazza della Vittoria, dove ha lanciato sassi e bottiglie contro il portone della questura di Palermo. Altri si sono diretti verso il municipio. I giovani hanno incendiato al centro della carreggiata in piazza Indipendenza un cassonetto e si sono spostati a piccoli gruppi verso palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, che dista poche decine di metri da palazzo d’Orleans. Eppure prima della partenza i professori avevano raccomandato agli studenti di “sorprendere non usando la violenza”.
“NO AI PARTITI” – I leader della protesta ribadiscono: “Non abbiamo partiti amici, molti si sono schierati con noi soprattutto quando c’era da spingere sul voto di fiducia al governo. Poi si sono allontanati, scaricandoci nel caso dei scontri a Roma. Da Saviano a Vendola hanno subito cambiato idea. Non ci lasciamo strumentalizzare da questo tipo di politica”.
I ragazzi assicurano che il movimento di contestazione non si fermerà. “Con le vacanze natalizie – dice Giorgio Martinico, studente di Lettere – la nostra protesta non si spegnerà e questa sarà la dimostrazione di quanto sono forti le motivazioni degli studenti. Abbiamo già avviato dei laboratori per l’autoriforma. Cioè una riforma dal basso, che parta dagli studenti E dopo il taglio anche da parte della Regione dei fondi per l’università la nostra manifestazione contro questa amministrazione ha una ragione in più”.
STUDENTI CONTRO LA VIOLENZA – Diversi gruppi di studenti palermitani si sono dissociati dai loro compagni dopo i disordini e gli atti di violenza e di teppismo. Il corteo, formato da circa duemila studenti, si è assottigliato con l’escalation di violenza messa in campo da un gruppo di una cinquantina di universitari, soprattutto di Lettere. Alcuni loro colleghi di Agraria, Economia e Scienze matematiche che fanno parte del gruppo “Unipa block” si sono subito dissociati tentando di fermare i compagni.
video © Gelio93
PROTESTE SEPARATE – Nel pomeriggio si sono riunite le scuole superiori che aderiscono alla Rete dei collettivi provenienti anche dalla provincia di Palermo, le facoltà di Scienze Politiche, Giurisprudenza e l’accademia di Belle arti. Il corteo è passato per via Maqueda, bloccando le strade del centro storico, e poi per corso Vittorio Emanuele, via Roma e via Cavour, per tornare al teatro Massimo.
Nonostante la volontà di fare manifestazioni separate, alcuni ragazzi hanno condiviso la protesta violenta della mattina. “Credo che le azioni riflettano la rabbia degli studenti – ha detto Vincenzo Panzini del collettivo Carlo Giuliani, che fa parte del coordinamento Universitari in lotta – può capitare poi che qualcuno si faccia male. La rabbia è legittima e alimentata da riforme subite. Noi la violenza la subiamo da tempo”.
Dal corteo sono spuntate anche le bandiere dei Cobas degli insegnanti. “È una poltica che massacra la scuola pubblica, per questo appoggiamo gli studenti – ha detto Edoardo Albeggiani, del liceo artistico Catalano – l’istruzione è ormai abbandonata. Questi studenti hanno avuto il merito di far sentire la loro voce”.
ATTACCO A LA RUSSA – Il movimento di studenti Onda-anomala ha reso noto di avere compiuto la notte scorsa un’azione dimostrativa contro “la violenza repressiva del governo nazionale” versando dello sterco, accompagnato da un biglietto dai contenuti offensivi, davanti uno dei cancelli d’ingresso della villa del ministro alla Difesa, Ignazio La Russa, a Ragalna, paese del Catanese alle pendici dell’Etna.
L’azione è stata rivendicata con un’e-mail alle redazioni di diverse testate giornalistiche accompagnate da tre foto. Ma lo sterco e il foglio, che riportava la scritta “Stronzo, l’unico vigliacco sei tu… fascista di merda” con disegnata una stella rossa, sono stati trovati da carabinieri davanti all’ingresso di un’altra villa di Ragalna, residenza estiva di un commerciante in pensione di Paternò, lontana da quella di proprietà del ministro. L’uomo, contattato da militari dell’Arma, ha detto di non avere rapporti di parentela né di conoscere il ministro della Difesa, la cui famiglia è originaria della zona.
FONTANE ROSSE – Questa mattina in contemporanea con la discussione in Senato sulla riforma della scuola, i militanti di Lotta Studentesca hanno simultaneamente colorato di rosso l’acqua delle fontane in circa 100 città d’Italia. A Catania l’azione si è svolta in diverse fontane del centro cittadino e della provincia.












