Si è concluso, presso la sede distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento, il processo nei confronti di un giovane canicattinese accusato di truffa. Il giudice monocratico del Tribunale di Canicattì, Sara Marino, dopo aver ascoltato l’arringa conclusiva della difesa, ha emesso il dispositivo contenente la sentenza di condanna a 5 mesi di reclusione nei confronti di M.G. di Canicattì. I fatti si riferiscono ad alcuni mesi addietro. L’imputato, è finito nei guai poiché, secondo quanto riportato negli atti giudiziari, avrebbe fornito dati falsi riguardante una linea telefonica.
La società che gestisce il servizio telefonico, a seguito di numerosi solleciti di pagamento riguardanti un’utenza che non veniva mai pagata, ha inoltrato una denuncia all’autorità competente che ha avviato le indagini. L’utenza telefonica sul quale veniva erogato il servizio, risultava intestata ad una donna di Canicattì completamente estranea ai fatti cointestati. Da qui partirono ulteriori indagini da parte della Telecom che arrivò ad individuare il responsabile della truffa.
La donna, alla quale inizialmente era stata rivolta la denuncia, si è costituita parte civile. Il giudice, dopo la consueta camera di consiglio, ha letto la sentenza di condanna che prevede, per il giovane imputato, una pena di 5 mesi di reclusione più il pagamento delle spese processuali. La difesa, non appena si conosceranno le motivazioni della sentenza, potrebbe decidere di ricorrere in appello












