Quattro consiglieri comunali Mpa –Libertà e Autonomia (ex maggioranza) Angelo Intorre (capogruppo), Santa Rita Accascio, Salvatore Gammacurta, Calogero Montaperto e Salvatore Rizzo, hanno presentato due interrogazioni al sindaco della città, Michele Termini e al presidente del Consiglio comunale. Giuseppe Vinci. Con la prima interrogazione chiedono di sapere se è intenzione del sindaco “predisporre una stanza all’interno del palazzo municipale nella quale tutti i consiglieri comunali possano prendere, in tranquillità, visione di tutti gli atti operati dall’amministrazione, senza chiedere preventivamente al dipendente dell’ufficio il favore di recarsi pressi il sotterraneo del centro polivalente per prendere la delibera “x” o il decreto “y”. O continuare a compiere una sistematica violazione di legge in tema di diritto di accesso agli atti per il consigliere comunale”. Con la seconda interrogazione, come la prima con richiesta di risposta orale in consiglio comunale, chiedono di sapere “se, dopo avere intrapreso impegni con i cittadini ed associazioni attraverso immaginari codici etici e protocolli di legalità, in materia di trasparenza amministrativa aspirerà a continuare ad elargire servizi in maniera autonoma avvalendosi talvolta di cavilli della legge 163/06 (codice degli appalti pubblici) che ha ben altro tenore o nell’immediato sarà risoluto nell’esigere che il consiglio comunale disponga l’adozione di una procedura comparative disciplinata che regoli all’affidamento di incarichi esterni da parte dell’amministrazione comunale”.
Giovanni Blanda


















