Il tribunale penale di enna, in composizione monocratica, ha condannato s.l., di enna, alla pena di mesi 6 di reclusione ed €. 600,00 di multa, con il beneficio della sospensione condizionale della pena, per il reato di concorso, assieme al marito s.a., in appropriazione indebita della somma di €. 70.000,00 di proprietà della canicattinese c.c. (di anni 84), parte civile assistita dall’avv. Rosario didato, prelevata dal conto corrente cointestato con la persona offesa ed acceso presso la filiale di un istituto di credito di enna.

In particolare, la parte civile, non avendo figli e fidandosi del rapporto di amicizia che la legava agli imputati, aveva deciso di chiudere il proprio conto corrente acceso, assieme al marito, presso la filiale di un istituto di credito di canicatti’ e di trasferire l’intera somma su un conto corrente da cointestare assieme agli imputati presso la filiale di enna della medesima banca, affinche’ prelevassero soltanto le somme loro richieste dalla persona offesa e dal proprio coniuge.


Successivamente, la parte civile scopriva che i cointestari avevano svuotato il conto corrente tra loro cointestato operando delle movimentazioni a loro favore ed arrecando all’anziana persona offesa un danno di rilevante gravita’.

Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, grazie alla testimonianza della parte civile e alla documentazione prodotta dal suo difensore, e’ stata accertata la responsabilita’ penale di s.l., tant’e’ che il tribunale l’ha condannata pure a corrispondere alla persona offesa una provvisionale di €. 5.000,00, mentre e’ stata emessa sentenza di non doversi procedere nei confronti del marito perche’ il reato di concorso a lui contestato e’ estinto per morte del reo prima della sentenza di condanna.