Dopo quasi sei mesi dall’operazione della polizia di Canicattì, è stata notificata a 16 indagati dell’inchiesta antidroga “Sorgente” la chiusura delle indagini preliminari. Le persone, per le quali l’accusa si appresta a chiedere il rinvio a giudizio, potranno adesso prendere visione ed estrarre copia, nella segreteria del pubblico ministero, della documentazione relativa alle indagini espletate. Entro venti giorni inoltre, gli indagati potranno presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore,

chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, rilasciare dichiarazioni o chiedere di essere sottoposti ad interrogatorio. La notte del sei ottobre scorso, quando scattò il blitz tra Canicattì, Racalmuto, Agrigento e Caltanissetta, furono 19 le persone arrestate dalla polizia, ma alcune di esse hanno scelto di patteggiare la pena. L’inchiesta partì dal Consorzio Acquedottistico “Tre Sorgenti “ di Canicattì per presunti reati contro la pubblica amministrazione, ma ben presto le cimici intercettarono le frequentazioni e le abitudini dell’ex presidente Calogero Mattina, tossicodipendente dichiarato e da quell’operazione indagato anche per spaccio di stupefacenti.
La cocaina, soprattutto, veniva smerciata a Canicattì così freneticamente tanto che un grammo poteva arrivare a costare fino a 75 euro. L’avidità nella compravendita della droga era così vorace che i presunti pusher, prima di immettere sulla piazza la roba, si sarebbero rubate alcune dosi nascoste. Oltre 20 i cocainomani individuati dalle videoriprese della polizia. Secondo indiscrezioni non si tratterebbe di una specifica fascia sociale, anche se spiccano i nomi di alcuni professionisti e politici canicattinesi insospettabili. All’ormai prossima udienza preliminare come parte lesa potrebbe presentarsi anche Girgenti Acque, la società che con l’allora amministratore delegato Giuseppe Giuffrida informò la Procura di Agrigento di pressioni subite da parte di Mattina e del sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto. Siamo nel troncone che riguarda la concussione.