Le associazioni di autotrasporto siciliano si sono riunite stamattina nella sede dell’A.I.TRAS. per deliberare l’adesione al fermo nazionale dei servizi, proclamato da Trasportounito, dal 16 al 19 maggio.
Le associazioni, oltre a condividere le ragioni della protesta non escludono l’ipotesi di marciare su Roma imbarcando 200 tir da Catania a Civitavecchia fino alla sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Oltre alle ragioni esposte da Trasportounito l’autotrasporto siciliano si ferma perchè:
1. Non è stato risolto il problema delle ore di guida e di riposo legate alla filiera dell’ortofrutta: oggi l’autotrasportatore siciliano, anche con due autisti, non riesce a raggiungere i mercati del Nord Italia e consegnare il prodotto che in gergo si definisce “fresco”;
2. I fondi dell’eco-bonus 2009 sono bloccati e quindi le imprese ancora non ricevono i benefici relativi all’utilizzo delle autostrade del mare;
3. L’eco-bonus 2010: dopo l’approvazione del Parlamento, il provvedimento non è ancora stato (inspiegabilmente) pubblicato in Gazzetta Ufficiale;
4. Sono rimaste promesse al vento quelle del Sottosegretario di istituire un tavolo tecnico permanente per affrontare le problematiche degli autotrasportatori siciliani (porti, autostrade del mare, logistica, ecc…), né tantomeno è stata mantenuta la promessa di una rappresentanza siciliana nell’ambito della Consulta Nazionale dell’Autotrasporto (intesa di Catania dell’11 febbraio 2011).
Nel corso della riunione sono anche state approvate le modalità di realizzazione del fermo dei servizi che saranno presentate il prossimo 16 aprile, al Consiglio Nazionale di Trasportounito, unica organizzazione di rappresentanza di categoria che non ha sottoscritto lo sterile accordo con il Governo del giugno 2010, e quindi non ha assunto l’impegno di pace sociale fino al 31 dicembre 2011, la cui responsabilità ricade esclusivamente alle associazioni che compongono l’Unatras.
SALVATORE BELLA
Presidente Aitras – Vice Presidente Nazionale Trasportounito












