Sulla più grande delle Pelagie, il peggio sembra sia passato. Dopo l’emergenza immigrati tunisini, si attende l’estate per potere tornare alla normalità di sempre. Un problema abbastanza grave però sembra sia all’orizzonte. Persi i turisti del periodo turistico pasquale, si sta correndo il rischio di perdere anche quelli della prossima stagione estiva. Il sindaco Bernardino De Rubeis ci ha spiegato il perché. ” Fino a quando gli alberghi e i residence dell’isola saranno pieni di forze dell’ordine, i tour operator non potranno stipulare contratti con gli operatori turistici. – ha detto De Rubeis – E’ un paradosso che al momento stiamo vivendo e che mi costringe a chiedere a chi di competenza, di ovviare a questo problema. Noi comprendiamo benissimo che c’è stata una emergenza e che è stato opportuno e giusto riempire l’isola di personale delle forze dell’ordine e dell’esercito ma adesso, visto che rimarrebbe solo la questione Libia che al momento non sembrerebbe una emergenza, sarebbe il caso di svuotare gli alberghi e fare tornare tutti questi uomini altamente preparati a contrastare la mafia o la delinquenza nelle città dove normalmente svolgono il loro lavoro. Per coloro i quali dovrebbero comunque rimanere sull’isola, propongo l’utilizzo di due strutture che esistono e che potrebbero fra le altre cose, fare risparmiare non pochi soldi al nostro Governo. All’interno della base della aeronautica, esiste, infatti, una palazzina che potrebbe contenere tranquillamente un centinaio di uomini; accanto all’aeroporto invece, laddove esisteva il vecchio centro di accoglienza, vi sono altrettanti posti letto costruiti da pochissimo per l’esercito e che potrebbero servire per ospitare le forze dell’ordine. Il grido di allarme, – ha confermato il primo cittadino – è stato sollevato dagli albergatori che attualmente sono in difficoltà proprio perché non riescono a programmare la stagione estiva e non si tratta solo degli albergatori che ospitano uomini delle forze dell’ordine ma anche quelli che non li ospitano poiché i tour operator o lavorano con tutti gli albergatori o non riescono ad organizzare viaggi aerei per Lampedusa. Al momento sull’isola ci sono circa cinquecento fra militari, carabinieri poliziotti, uomini della capitaneria e finanzieri, professionisti che hanno svolto un lavoro eccezionale e che hanno condiviso con noi momenti di tensione notevole e di difficoltà enormi. Non possiamo però, a questo punto, rischiare di perdere tutto vanificando anche i buoni propositi del Governo poiché ad esempio, se partono gli spot pubblicitari promessi da Berlusconi poi, gli albergatori non possono accettare prenotazioni. Prima che si verifichino problemi ben più gravi di quelli che fino ad oggi abbiamo dovuto sopportare, chiedo a tutti coloro i quali hanno le competenze per risolvere la questione, di farlo da subito prima che la già fragile economia della nostra isola muoia”.












