All’illustre ministro dell’Interno, Maroni.
Illustre ministro,questa missiva, servirà sicuramente a poco, ne ho la piena coscienza e consapevolezza, ma in qualità di imprenditrice Lampedusana non posso più starmene in disparte ad assistere alla morte economica della mia isola , non posso più tacere. In nome, dunque, del diritto inviolabile di libertà di pensiero e di libera espressione, manifesto nella presente ciò che da mesi racchiudo nel mio animo Tutto il mondo assiste alla “morte” economica e di conseguenza anche sociale dell’isola di Lampedusa e dei suoi abitanti, senza intervenire, limitandosi, esclusivamente ,ad esprimere discorsi puramente di natura demagogica, a fare “politica”, non quella vera, ma quella fatta di taciti ed imperscrutabili accordi. Siete stati voi, si, il vostro governo, unici responsabili della distruzione economica della mia isola e di tutti gli isolani, perché per intervenire allo sgombero degli immigrati da Lampedusa avete atteso che i clandestini, o profughi così come ora li denominate, arrivassero a sei , sette mila. Avete tentennato, avete intenzionalmente costruito un apparato piuttosto complesso che non ha dato alcun vantaggio a Lampedusa. Quali accordi sono stati presi con la Tunisia ,se il governo tunisino non li tiene in considerazione? Perché non vengono attuati protocolli di intesa seri ed inderogabili con Malta che , invece, guida i barconi nelle acque internazionali, verso Lampedusa. Mi strugge il cuore nel vedere migliaia e migliaia di persone affrontare pericoli e mettere a repentaglio la propria vita in nome della libertà e della pace e, condivido totalmente gli aiuti che solo i lampedusani hanno dato e continuano a dare a costoro, ma non è più possibile sopperire da soli a tale emergenza. Bisogna fare in modo che, i barconi ,carrette del mare ecc…non arrivino sull’isola e di questo deve occuparsene Lei e la sua èquipe, poiché il popolo italiano vi ha dato un mandato, così come dice il Presidente del consiglio, per governare e risolvere i problemi dell’Italia. Siate ,dunque, degni di questo incarico che vi è stato demandato da chi ingenuamente vi ha votato. La mia isola , non regge questa grave crisi economica a cui voi e il vostro governo l’avete condotta. E’ vero, esiste in atto una guerra in Libia; è un momento di storia della politica del nord africa particolare, il popolo rivendica ,come è giusto che sia ,il diritto alla libertà, ma Lampedusa non è Africa dal punto di vista politico e non può subire in maniera esclusiva la guerra del popolo libico e degli altri paesi africani , mentre il resto dell’ Italia si appresta a promuovere iniziative imprenditoriali e a sviluppare la propria economia . Non pensate di avere adempiuto ai vostri doveri solo perché sono stati proposti , eppure di rado , 3/ 4 spot pubblicitari per il rilancio turistico dell’isola . Non avverrà, e , lo dica anche al ministro Brambilla, nessun rilancio turistico se non si recide al suo nascere il fenomeno dell’ immigrazione. Con ciò intendo dire, che dovete intervenire per fermare i profughi e o clandestini e non aspettare che arrivino per forza a 50 mila .Si possono fermare ancor prima che partano, arrestando la guerra che sa più di un neo colonialismo economico che di difesa dei diritti umani; disponendo navi militari nelle acque internazionali e poi il resto delle soluzioni se lo cerchi Lei e il suo governo. L’ atto importante è quello di salvare Lampedusa , ormai colonia dell’Africa, che ha contribuito a pieno titolo all’emergenza immigrati, sacrificandosi per tutta l’Italia, fino ad oggi.! Ora, mi sembra sia giunto il momento della resa dei conti , perciò leggendo la presente, se lo farà, non mi ritenga impertinente, e non si offenda per quanto detto, al contrario mi faccia convocare , mi convochi lei stesso , perché mediante una comunicazione diretta, ove guardandosi negli occhi si possono meglio scrutare le emozioni, capirà da dove scaturisce la mia rabbia e cosa realmente le chiedo per Lampedusa.
Distinti saluti
dott. Elisa Almanzo












