Le conclusioni dell’Assemblea del Partito Democratico di domenica scorsa, con la decisione di porre fine all’era del Governo “tecnico” Lombardo, mi portano, come militante di questo partito, a fare qualche considerazione. Innanzitutto capire, visto che la decisione è stata presa all’unanimità, chi e che cosa rappresentano i delegati chiamati a partecipare alla suddetta Assise e se conservano ancora la legittimità e la rappresentanza ricevute all’atto della loro nomina. La mia amara impressione è, mi dispiace dirlo, che gran parte di queste persone sia diventata autoreferenziale, perdendo completamente il contatto con la realtà. Sarebbe interessante, infatti, conoscere come si muovono sul territorio, se frequentato sedi di partito, come si pongono con i quotidiani problemi della gente di Sicilia, come fanno politica e come cercano di allargare il consenso verso il nostro partito. Penso, che spesso costoro si rechino a Palermo più per una passerella e per incontrare i vari referenti politici, che per dibattere ed assumere iniziative politiche di partito e di governo (visto che siamo in questa maggioranza); contro la grave situazione sociale in cui vivono soprattutto i siciliani colpiti da una crisi profonda ed umiliati da una Regione Siciliana vista sempre più lontana, sorda, inutile e sprecona. Adesso, dopo questa riunione, si parlerà per settimane e settimane se fare o no il referendum tra gli iscritti, se l’esperienza del governo tecnico deve essere abbandonata o valorizzata, se si debbono tenere le primarie di coalizione o meno, con le puntualizzazioni dell’onorevole Tizio e dell’onorevole Sempronio e di tante e tante altre chiacchiere, che avranno com’effetto di frammentare sempre di più la rappresentanza politica, l’allontanamento di tante persone dal nostro partito e la perdita di tempo prezioso per iniziative più utili e necessarie. Ma chi parlerà del grave disagio che si vive tra la nostra comunità e chi porterà avanti i problemi delle famiglie che vivono, per esempio, un bestiale attacco al diritto allo studio per gli studenti pendolari,(da due anni la Regione Siciliana non eroga il contributo, con buona pace dei nostri “rappresentati onorevoli” che non muovono un dito, anzi sconoscono il problema); per le famiglie dei precari siciliani che ancora non riescono ad avere certezze sul loro futuro, anzi minacce di riduzione di fondi, sulla sanità ridotta a mero problema di risparmio di risorse finanziarie che costringe, ormai, la povera gente a rinunciare alle cure. Bisogna prendere atto, che il nobile intento manifestato dai dirigenti regionali del PD, per giustificare la nascita del governo Lombardo, di procedere alle “grandi riforme” è fallito miseramente. Ci saremmo accontentati di pochi ma importanti segnali di atti di normalità e buonsenso come la riduzione del numero dei deputati regionali e la riduzione dei costi del servizio delle auto blù che ci costano circa 8,700 milioni di euro l’anno, non sono venuti neanche quelli.

Delia, 23/06/2011


Ludovico Insalaco

Circolo cittadino del PD Delia