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Canicattì, Una rete per unire le culture: vince la squadra romena e la fratellanza

Scritto da il 29 luglio 2011, alle 07:14 | archiviato in Calcio, Canicattì, Canicattì eventi, Cronaca, Eventi, Sport. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Grandi sorrisi, abbracci tra i partecipanti e la sensazione di sentirsi tutti vincitori. Si è concluso così il primo torneo “Una rete per unire le culture” promosso da Arci Samarcanda e Sinistra Attiva con l’intento di creare un momento di autentica integrazione tra le comunità presenti nella nostra città. L’evento è stato ospitato presso l’Oratorio Salesiano di Canicattì che ha messo a disposizione il proprio service audio-video. A confrontarsi quattro squadre: Sicilia, Romania, Attiva-Arci e Arci-Maghreb. Ad aggiudicarsi la coppa messa in palio dall’Arci e da Sinistra Attiva è la squadra rumena, che ha vinto la prima partita, contro la rappresentativa Sicilia, con il risultato di 7-1 e la finale, contro Attiva-Arci, con il risultato di 3-0. Terzo posto per Arci-Maghreb, che nella finalina ha battuto la rappresentativa “Sicilia” per 4-1. A condurre impeccabilmente le gare è stato il prof. Basilio Foti, che ha sposato in pieno l’iniziativa condividendone pienamente i principi e le finalità. Prima della partita le due squadre hanno osservato un minuto di silenzio per commemorare le ottanta vittime dell’incidente aereo avvenuto nel Sud del Marocco.

Nell’intervallo tra le partite un emozionante momento culturale. Daniel Balteanu ha presentato e declamato in lingua originale e nella traduzione italiana la poesia “Che alma triste” di Mihai Eminescu, il più grande poeta rumeno. A seguire l’ascolto di musica etnica e la proiezione di un video girato a Lampedusa e realizzato dall’Arci Samarcanda di Canicattì. Numerosi gli interventi dei partecipanti, moderati da Alberto Petix di Sinistra Attiva. Hassan Mamri ha ricordato che a Canicattì sono presenti ben quaranta diverse nazionalità, che esiste già una seconda generazione di figli di cittadini stranieri nati e cresciuti a Canicattì che si sentono, ormai, cittadini italiani ma soprattutto cittadini del mondo. Hassan ha sottolineato che Canicattì è una città molto aperta ma ha anche auspicato, insieme al Presidente dell’Arci Samarcanda Salvatore Facciponti, l’organizzazione di nuovi momenti di aggregazione culturale come il Torneo appena concluso, che peraltro si pone in continuità con l’impegno di Arci Samarcanda sul territorio di Canicattì.



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